30 Luglio 2026
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Blitz dell’Ispettorato a Cosenza: lavoro nero, cantieri insicuri e locali fuorilegge nell’estate calabrese

Operazione Alt Caporalato tra campi, edilizia e strutture turistiche: sospese 19 attività e staccate sanzioni per quasi 90mila euro. Scoperte decine di lavoratori senza contratto e gravi carenze nei sistemi di sicurezza

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L’inizio della stagione estiva ha portato con sé un’intensa ondata di verifiche e accertamenti nel territorio della provincia di Cosenza. Gli ispettori dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Cosenza hanno passato al setaccio decine di attività operative nei settori dell’agricoltura, dell’edilizia, delle strutture turistico-alberghiere e dei pubblici esercizi. L’operazione si è svolta all’interno della cornice del progetto ALT Caporalato T.R.E. (Tutela, Resilienza ed Emersione), un piano nato con l’obiettivo specifico di prevenire e contrastare l’impiego di manodopera sommersa e i fenomeni di sfruttamento, riservando un’attenzione particolare alla tutela dei lavoratori stranieri presenti sul territorio. Dalle verifiche è emerso un quadro caratterizzato da diffuse irregolarità, con il riscontro di personale privo di ingaggio formale, il mancato rispetto degli orari previsti e dei contratti collettivi nazionali, oltre a marcate lacune nella tutela della salute nei luoghi di lavoro.

I numeri delle verifiche e la mappa del lavoro sommerso

Il bilancio complessivo delle attività condotte dagli investigatori registra controlli mirati su 71 aziende del territorio, ripartite tra 33 imprese del comparto agricolo, 14 cantieri edili e 24 strutture attive nel settore turistico e alberghiero. Il personale ispettivo ha proceduto alla verifica di 324 posizioni lavorative complessive, all’interno delle quali 65 hanno riguardato direttamente cittadini stranieri. Gli accertamenti sul campo hanno permesso di accertare immediatamente che 22 posizioni lavorative risultavano prive di regolare assunzione e della necessaria copertura assicurativa, mentre le restanti posizioni restano oggetto di ulteriori approfondimenti e verifiche documentali da parte degli uffici.

Attività sospese e sanzioni per la sicurezza

L’esito dei controlli ha comportato l’adozione di 19 provvedimenti di sospensione dell’attività d’impresa. Nello specifico, 11 stop sono stati disposti per l’impiego di manodopera in nero, 5 per riscontrate e gravi violazioni delle norme sulla salute e sicurezza, mentre in 3 casi i provvedimenti sono scattati per la contemporanea presenza di entrambe le infrazioni. L’ammontare delle somme aggiuntive irrogate per la revoca dei provvedimenti di sospensione ha raggiunto un totale di 47.500 euro. Parallelamente, sul versante della sicurezza nei cantieri e nelle strutture, gli ispettori hanno impartito 32 prescrizioni esecutive, contestando la mancanza del Documento di valutazione dei rischi (DVR) e del Piano operativo di sicurezza (POS), la mancata sorveglianza sanitaria, l’assenza di formazione e informazione dei dipendenti, la mancanza di dispositivi di protezione individuale, ponteggi non conformi, cantieri privi di recinzione e l’inidoneità tecnico-professionale delle ditte. Il totale delle ammende contestate per le violazioni in materia di salute e sicurezza ha superato la cifra complessiva di 40.000 euro.

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