10 Ottobre 2026
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Blitz nel carcere di Cosenza: sequestrati cellulari, droga e oggetti vietati. Il Sappe: “Ora servono istituti più sicuri”

Maxi operazione della Polizia penitenziaria nel carcere di Cosenza. Impiegati circa 90 agenti provenienti da tutta la Calabria con il supporto delle unità cinofile

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Un’operazione straordinaria della Polizia penitenziaria ha portato al sequestro di telefonini, sostanze stupefacenti e numerosi oggetti vietati all’interno del carcere di Cosenza. Il blitz, scattato nelle prime ore della mattinata, ha visto impegnati circa 90 agenti, affiancati dalle unità cinofile, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza all’interno dell’istituto penitenziario.

Maxi perquisizione nel carcere di Cosenza

L’intervento è stato condotto attraverso una perquisizione straordinaria, organizzata con il supporto di personale proveniente dagli altri istituti penitenziari della Calabria.

Nel corso dei controlli gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato diversi telefoni cellulari, stupefacenti e altri strumenti la cui introduzione all’interno della struttura carceraria è vietata.

L’operazione conferma l’intensificazione dei controlli negli istituti penitenziari per contrastare il fenomeno dell’ingresso illecito di dispositivi e sostanze proibite.

Il plauso del Sappe agli agenti

A rendere noto l’esito dell’operazione sono stati i segretari del Sappe di Cosenza, Lorenzo Barbieri, Gennaro Calabrese e Franco Mazzuca.

Ai complimenti si sono uniti anche Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe, e Francesco Ciccone, segretario nazionale del sindacato.

“Ai colleghi impiegati in questa importante operazione vanno i nostri complimenti per la brillante attività svolta”, hanno dichiarato.

“Servono carceri più sicure e schermate”

Il Sappe coglie l’occasione per rilanciare il tema della sicurezza negli istituti penitenziari italiani.

Il sindacato auspica infatti che si intervenga per rendere le carceri della Calabria e del resto del Paese più sicure, attraverso la schermatura degli istituti, sul modello già adottato nel carcere di Napoli Secondigliano, e con il potenziamento delle unità cinofile a disposizione della Polizia penitenziaria.

Secondo il Sappe, si tratta di strumenti indispensabili per contrastare l’introduzione illegale di cellulari, droga e altri oggetti vietati, fenomeno che continua a rappresentare una delle principali criticità del sistema penitenziario italiano.

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