La notizia della morte di Gabriele Alviano ha lasciato un segno profondo tra gli operatori del 118 di Vibo Valentia. Medici, infermieri e autisti soccorritori si stringono attorno alla famiglia dell’uomo, ricordandone non soltanto la professionalità, ma soprattutto il modo in cui riusciva a farsi voler bene da chi lavorava quotidianamente al suo fianco.
Alviano è deceduto a causa delle gravissime conseguenze dell’incidente avvenuto a Briatico, mentre era diretto al lavoro. Una tragedia che ha sconvolto l’intero ambiente dell’emergenza-urgenza vibonese.
Il ricordo di chi lavorava con lui
Nel 118, spiegano i colleghi, Gabriele aveva conquistato nel tempo un ruolo che andava ben oltre quello professionale.
“Esistono notizie che le parole fanno fatica a contenere, e silenzi che pesano come macigni. Il 118 di Vibo Valentia è oggi devastato da un dolore immenso e inconsolabile per la perdita del nostro Gabriele”.
Il ricordo insiste soprattutto sulle qualità umane dell’autista soccorritore. “Gabriele non era un semplice autista. Era un professionista di uno spessore umano e lavorativo raro, un ragazzo stupendo dentro e fuori, sempre disponibile e sorridente”.
Una presenza capace di trasmettere serenità anche nei momenti più difficili. “Affrontava ogni situazione con una serenità contagiosa ed era diventato un punto di riferimento imprescindibile per tutti noi”.
Un lavoro vissuto come una missione
Il rapporto con il 118 rappresentava per Alviano qualcosa di molto più profondo di un’attività lavorativa. Era una scelta vissuta con partecipazione e senso di responsabilità.
“Amava visceralmente il 118. Per lui non si trattava di un semplice impiego, ma di una missione mossa da un unico, autentico desiderio: aiutare il prossimo nel momento del bisogno”.
Secondo i colleghi, quella dedizione si traduceva concretamente nel modo di affrontare ogni turno e ogni emergenza. “Si spendeva oltre ogni mansione, con una dedizione totale che faceva la differenza, giorno dopo giorno, emergenza dopo emergenza”.
Ed è proprio questo legame con il servizio che rende ancora più dolorosa la sua scomparsa: Alviano stava raggiungendo il proprio posto di lavoro quando è rimasto coinvolto nel terribile incidente.
Il dolore e l’abbraccio alla famiglia
Nel momento del lutto, il personale del 118 rivolge il proprio pensiero alla famiglia di Gabriele, alla quale viene espressa tutta la vicinanza degli operatori.
“In questo momento di strazio profondo, in cui ci sentiamo privati di una parte fondamentale di noi, il nostro pensiero e il nostro abbraccio più stretto e commosso vanno alla sua famiglia”.
Un pensiero particolare è rivolto alla moglie Lina, rimasta accanto a Gabriele durante la difficile fase successiva all’incidente.
“Un abbraccio speciale a sua moglie Lina, rimasta perennemente al suo fianco, e a tutti i suoi familiari che, facendo parte o avendo fatto parte del mondo del 118, rappresentano per noi legami di famiglia profondi e condivisi”.
Il personale dell’emergenza sanitaria vibonese si stringe quindi ai familiari: “A loro ci stringiamo con affetto fraterno, certi che l’esempio, la serietà e il ricordo di Gabriele rimarranno per sempre vivi in ciascuno di noi”.
L’ultimo saluto del 118: “Non ti dimenticheremo mai”
Nel messaggio dei colleghi c’è infine un ultimo saluto rivolto direttamente a Gabriele, con il ricordo di quella mattina e del viaggio verso il lavoro interrotto dalla tragedia.
“Ciao, Gabriele. Te ne sei andato nel tentativo di raggiungere il tuo posto di lavoro, guidato da quel senso del dovere e da quell’amore per la divisa e per gli altri che ti hanno contraddistinto ogni giorno della vita”.
Resta il vuoto lasciato nel gruppo di lavoro e in chi ha condiviso con lui strade, turni e interventi. “Hai lasciato un vuoto incolmabile in noi, ma il tuo esempio, la tua bontà e il tuo sorriso resteranno per sempre scolpiti nella nostra memoria, su ogni strada che percorreremo ed in ogni vita che cercheremo di salvare”.
E il messaggio si chiude con le parole che racchiudono il sentimento di un’intera comunità professionale: “La tua famiglia del 118 non ti dimenticherà mai”.












