Nella Piana di Gioia Tauro la sequenza di furti e rapine ai danni dei cacciatori ha assunto i contorni di una vera emergenza. Negli ultimi mesi, soprattutto nelle aree rurali tra Rosarno, Melicucco e Laureana di Borrello, si sono registrati numerosi episodi con un copione ricorrente: armi sottratte, intimidazioni e aggressioni. Le segnalazioni parlano di decine di fucili rubati e di assalti avvenuti anche con violenza fisica.
La Strada Provinciale 52, strada provinciale che collega Rosarno a Laureana, viene indicata da molti come un tratto da evitare, in particolare nelle prime ore del mattino, dopo una serie di agguati denunciati lungo quell’arteria.
Il copione degli assalti
Secondo quanto ricostruito dalle denunce, i rapinatori agirebbero con modalità simili: auto speronate, volti coperti, minacce armate e colpi esplosi contro le vetture per costringere le vittime a consegnare le armi. Una dinamica che ha alimentato un clima di allarme tra i praticanti dell’attività venatoria e nelle comunità rurali interessate.
Il caso di San Martino di Taurianova
L’ultimo episodio segna un’ulteriore estensione geografica del fenomeno. A San Martino di Taurianova, area finora rimasta ai margini della serie di assalti, ignoti con passamontagna hanno sottratto un fucile a un cacciatore mentre si trovava nei pressi della propria auto, impegnato nell’attività venatoria. L’uomo ha presentato immediata denuncia, consentendo l’avvio delle indagini.
La nota del Movimento Amici della Caccia
Sull’accaduto è intervenuto il Movimento Amici della Caccia, che in una nota ha collegato l’episodio agli altri assalti recenti nel Reggino. “Un nuovo episodio di violenza ha scosso ancora una volta le comunità rurali del Reggino. Nelle campagne di San Martino di Taurianova, piccolo centro della Piana di Gioia Tauro, un cacciatore è stato derubato del proprio fucile da ignoti mentre si trovava nei pressi della sua auto; l’episodio si inserisce in una serie di fatti analoghi che negli ultimi mesi hanno visto cacciatori diventare bersaglio di rapinatori armati», si legge nella comunicazione. La nota richiama inoltre quanto avvenuto «alle luci dell’alba, quando sette cacciatori residenti a Reggio Calabria sono stati vittime di due distinte rapine lungo strade provinciali tra Rosarno, Laureana di Borrello e Melicucco, costretti a consegnare i fucili sotto minaccia di banditi armati e mascherati”.
Indagini in corso
Le forze dell’ordine stanno lavorando per chiarire responsabilità e collegamenti tra i diversi episodi, mentre cresce l’attenzione sulle strade provinciali e sulle campagne interessate. Il quadro resta quello di una serie di reati che, per modalità e frequenza, continua a destare preoccupazione sul territorio.









