Una decisione giudiziaria arrivata a pochi giorni dall’inizio della stagione estiva rischia di travolgere l’economia di Soverato. Il Tar ha infatti annullato le concessioni demaniali marittime rilasciate dal Comune sulla base del decreto legge 131 del 2024, che escludeva le proroghe automatiche e prevedeva nuove gare per l’assegnazione. A spiegare le conseguenze della sentenza è il sindaco della città calabrese, che in una lettera aperta denuncia la gravità della situazione e chiede un immediato intervento delle istituzioni.
“Una città appesa a un filo”: l’allarme del sindaco
Il primo cittadino parla di profonda amarezza e di un senso di impotenza mai provato prima nell’esercizio delle sue funzioni. Soverato, sottolinea, vive di turismo, mare e accoglienza. Il settore balneare è il pilastro dell’economia locale, coinvolge decine di imprese, centinaia di famiglie e lavoratori stagionali. Ora, con l’annullamento delle concessioni, l’intero comparto entra in una fase di instabilità totale. Le imprese non possono più programmare né assumere, i lavoratori temono di restare senza occupazione e i cittadini si chiedono se avranno ancora spiagge attrezzate e servizi garantiti.
Il rischio concreto: stagione compromessa e tensioni sociali
Secondo il sindaco, questa sentenza rischia di compromettere irrimediabilmente la stagione balneare e con essa buona parte del tessuto economico cittadino. In un momento in cui sarebbero necessari chiarezza normativa, equilibrio e buon senso, gli enti locali si trovano disarmati e privi di indicazioni operative. Le ripercussioni sociali ed economiche sono già evidenti, ma il timore maggiore è che il clima di incertezza possa degenerare in vere e proprie tensioni sociali.
L’appello urgente alle istituzioni
Con toni accorati, il sindaco si rivolge alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministro delle Infrastrutture, al Presidente della Regione Calabria e al Prefetto di Catanzaro chiedendo un intervento immediato. Serve una presa di posizione chiara e condivisa, che permetta ai Comuni costieri di sapere come comportarsi e di poter agire con strumenti giuridici efficaci. Il primo cittadino chiede anche che la Regione si faccia carico di rappresentare le istanze dei Comuni calabresi, attivando un confronto istituzionale a tutti i livelli.
Senza risposte, verso lo stop delle attività balneari
Il sindaco non esclude azioni drastiche: se non arriveranno risposte precise in tempi brevi, potrebbe essere costretto a sospendere le attività balneari sul territorio comunale, vanificando mesi di lavoro da parte delle imprese locali. In ballo non c’è solo l’estate 2025, ma l’intero sistema turistico cittadino, fatto di investimenti, servizi, lavoro e sviluppo economico






