La situazione all’interno della Casa circondariale di Catanzaro è definita senza mezzi termini come “preoccupante”. A lanciare l’allarme è il Consipe, il sindacato autonomo della Polizia Penitenziaria, dopo una escalation di violenze che ha portato all’aggressione di tre agenti in appena tre giorni.
Un dato che, secondo il sindacato, non può più essere ignorato e che fotografa un clima di forte tensione all’interno dell’istituto.
Consipe: “Agenti sempre più esposti al rischio”
A denunciare pubblicamente la gravità della situazione è la vice segretaria regionale Stefania Concetta Ruperto, che parla di un carcere dove la sicurezza del personale è sempre più compromessa. Gli agenti di polizia penitenziaria, sottolinea il sindacato, sono quotidianamente esposti a situazioni di pericolo, spesso senza strumenti adeguati per fronteggiarle.
Il Consipe ha espresso solidarietà ai colleghi aggrediti, ribadendo la necessità di un cambio di passo immediato.
Carenza di personale e risorse: il nodo irrisolto
Alla base dell’aumento delle aggressioni, secondo il sindacato, ci sono criticità strutturali ormai croniche. La mancanza di personale, l’insufficienza delle risorse operative e il sovraccarico di lavoro contribuiscono ad aggravare una situazione già fragile.
Un mix che rischia di trasformare le carceri in luoghi ingestibili, con conseguenze dirette non solo per gli agenti ma per l’intero sistema penitenziario.
La richiesta alle istituzioni: “Servono misure urgenti”
Il Consipe chiede ora alle istituzioni di prendere sul serio quanto sta accadendo e di intervenire con misure concrete e immediate per garantire la sicurezza del personale e ristabilire condizioni di lavoro dignitose.
L’escalation registrata a Catanzaro viene indicata come un campanello d’allarme nazionale, che rischia di ripetersi in altri istituti se non si agirà tempestivamente.








