23 Ottobre 2026
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Protesta autotrasportatori, i sindaci vibonesi fanno fronte comune e sfidano il Governo: “I problemi non sono risolti”

Dopo la rimozione dei blocchi, i primi cittadini chiedono a Meloni, Salvini e Occhiuto interventi strutturali contro caro carburanti e costi di produzione

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La fine dei blocchi stradali non chiude la vertenza di agricoltori e autotrasportatori calabresi. È il messaggio lanciato da 35 sindaci della provincia di Vibo Valentia, che hanno sottoscritto un appello rivolto ai vertici del Governo e della Regione per chiedere interventi capaci di affrontare le difficoltà economiche che hanno alimentato la mobilitazione. Nel documento, inviato alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, al presidente della Regione Roberto Occhiuto e al presidente della Provincia di Vibo Valentia Franco Barbalace, gli amministratori chiedono che la cessazione delle proteste non venga interpretata come la soluzione dei problemi denunciati dai manifestanti. Tra i firmatari figura anche il sindaco di Vibo Valentia, Enzo Romeo. La richiesta condivisa è quella di aprire un confronto istituzionale che porti a misure concrete contro il caro carburanti, l’aumento dei costi energetici e le difficoltà che colpiscono imprese, lavoratori e famiglie.

Il riconoscimento ai manifestanti: «Un atto di responsabilità»

I sindaci esprimono vicinanza alle ragioni della protesta, ricordando che la mobilitazione è partita proprio dal territorio vibonese prima di estendersi ad altre aree della Calabria. Nel documento, le manifestazioni vengono descritte come iniziative pacifiche e civili, svolte nel rispetto dell’ordine pubblico. Gli amministratori rivolgono inoltre un ringraziamento alle forze dell’ordine per il lavoro svolto durante i presidi. Particolare attenzione viene riservata alla decisione degli autotrasportatori di rimuovere i blocchi, scelta che i firmatari interpretano come un segnale di responsabilità nei confronti della collettività e delle attività economiche.

“La rimozione dei blocchi avvenuta nelle ultime ore rappresenta un importante atto di responsabilità verso i cittadini e le attività economiche”, si legge nell’appello. Una decisione che, secondo i primi cittadini, dimostra la sensibilità dei lavoratori verso le conseguenze della mobilitazione sul resto della comunità. Il sostegno espresso dai sindaci, tuttavia, non si traduce in una dichiarazione di chiusura della vertenza. Al contrario, l’appello punta a mantenere alta l’attenzione istituzionale anche dopo il ritorno alla normalità della circolazione.

Caro carburanti e costi di produzione, le criticità restano aperte

Al centro dell’iniziativa ci sono le difficoltà che interessano il sistema produttivo calabrese. I sindaci richiamano l’aumento dei costi di produzione, la riduzione dei margini economici delle imprese, le condizioni del comparto agricolo e logistico e gli svantaggi infrastrutturali che continuano a penalizzare la regione. Una combinazione di fattori che, secondo gli amministratori, rischia di compromettere la competitività delle aziende e di aggravare il peso economico sulle famiglie.

La richiesta indirizzata a Governo e Regione è quindi quella di superare la gestione contingente dell’emergenza, attraverso provvedimenti in grado di incidere sulle cause strutturali del disagio. Nel documento viene sollecitata “l’apertura di un confronto serio e permanente con il territorio”, affinché le esigenze delle imprese e dei lavoratori trovino spazio nelle decisioni delle istituzioni. L’obiettivo dichiarato è ottenere risposte che non si limitino a tamponare le difficoltà immediate, ma offrano prospettive più solide alle attività produttive calabresi.

I 35 sindaci: “La fine dei blocchi non significa la fine della battaglia“

Il messaggio politico dell’appello è rivolto soprattutto alla necessità di non abbassare l’attenzione dopo la rimozione dei presidi. Per i primi cittadini, la ripresa della circolazione rappresenta un passaggio importante, ma non cancella i problemi che hanno spinto agricoltori e autotrasportatori a mobilitarsi. Gli amministratori assicurano il proprio sostegno alle iniziative democratiche e pacifiche finalizzate a ottenere risposte e chiedono alle istituzioni di trasformare le rivendicazioni in un percorso di confronto concreto. La conclusione del documento riassume la posizione comune dei firmatari: «La protesta si stempera. La battaglia per la dignità del lavoro, per le imprese e per il futuro della nostra terra continua».

L’elenco dei primi cittadini firmatari

L’appello riunisce 35 sindaci del Vibonese, a partire da Enzo Romeo, primo cittadino del capoluogo provinciale. Hanno sottoscritto il documento anche Antonino Schinella (Arena), Lidio Vallone (Briatico), Rossana Tassone (Brognaturo), Marco Martino (Capistrano), Enrico Sorrentino (Cessaniti), Raffaele Scaturchio (Dasà), Antonino Di Bella (Dinami), Alessandro Porcelli (Drapia), Francesco Fazio (Fabrizia), Anna Bartucca (Filadelfia), Rita Fuduli (Filandari), Massimo Trimmeliti (Filogaso), Giuseppe Pizzonia (Francavilla Angitola), Pasquale Vivona (Gerocarne), Fabio Signoretta (Jonadi) e Giuseppe Rizzello (Maierato).

Completano l’elenco Fortunato Giordano (Mileto), Francesco Angilletta (Mongiana), Antonio Lampasi (Monterosso Calabro), Giuseppe Marasco (Nicotera), Vincenzo Caruso (Pizzoni), Luca Alessandro (Polia), Caterina Contartese (Rombiolo), Nicola Brosio (San Calogero), Nicola Derito (San Costantino Calabro), Pasquale Farfaglia (San Gregorio d’Ippona), Antonino Pezzo (Sant’Onofrio), Gennaro Crispo (Simbario), Sergio Cannatelli (Sorianello), Antonio Rosso (Spadola), Enzo Marasco (Spilinga), Egidio Servello (Vallelonga), Enzo Massa (Vazzano) e Maria Budriesi (Zaccanopoli).

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