12 Agosto 2026
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Cosenza piange monsignor Mario Merenda: una vita tra Chiesa, scuola e cultura

Camera ardente nella chiesa di Sant'Aniello. Il sindaco Caruso: "La Chiesa cosentina perde una delle figure più autorevoli"

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La Chiesa cosentina perde una delle sue figure storiche. È morto a 91 anni monsignor Mario Merenda, decano dei sacerdoti dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano e protagonista di una lunga stagione della vita ecclesiale e culturale della città. Nato a Paterno il 3 gennaio 1935, Merenda era il sacerdote più anziano del territorio sia per età sia per anzianità di ordinazione. Era stato ordinato presbitero il 3 gennaio 1960, nella chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo di Paterno, dall’allora arcivescovo Aniello Calcara.

A comunicare la scomparsa sono stati l’arcivescovo Giovanni Checchinato, il presbiterio diocesano e l’intera comunità ecclesiale.

Camera ardente e funerali

La camera ardente è stata allestita dalle ore 16 di oggi nella Chiesa di Sant’Aniello a Cosenza, dove sarà possibile rendere omaggio al sacerdote. Le esequie saranno celebrate giovedì 13 agosto alle ore 11 nella Cattedrale di Cosenza. La celebrazione riunirà la comunità ecclesiale e quanti, nel corso degli anni, hanno avuto modo di conoscere e apprezzare il lungo impegno pastorale e culturale di monsignor Merenda.

Una vita al servizio della Chiesa cosentina

Il ministero sacerdotale di Merenda si è sviluppato nell’arco di oltre sessant’anni, intrecciandosi con alcuni dei momenti più significativi della storia dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano.

Nei primi anni del suo percorso ecclesiale fu particolarmente vicino all’arcivescovo Domenico Picchinenna, del quale divenne segretario. In quella fase partecipò alla stagione di rinnovamento che accompagnò la Chiesa negli anni del Concilio Vaticano II, mantenendo nel tempo un rapporto costante con il mondo giovanile e con le realtà dell’Azione Cattolica.

Successivamente fu vicino anche all’arcivescovo Enea Selis, alla guida della diocesi cosentina dal 1971 al 1979. A Selis Merenda dedicò anche un’opera pubblicata nel 2000, dal titolo “Don Enea uomo di Dio”.

Dalla scuola alla liturgia

La sua attività non si limitò all’ambito pastorale. Monsignor Merenda fu insegnante di filosofia e materie letterarie nelle scuole pubbliche, dedicando una parte significativa della propria vita alla formazione. In particolare, insegnò filosofia al Liceo Classico Telesio e in altri istituti scolastici della città, entrando in contatto con generazioni di studenti cosentini.

In seguito concentrò ulteriormente il proprio impegno sulla liturgia, ricoprendo il ruolo di Maestro delle Cerimonie e insegnando Liturgia presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose San Francesco di Sales.

Nel 2006 l’allora arcivescovo Salvatore Nunnari gli affidò inoltre l’incarico di Vicario episcopale per la Liturgia e per le rappresentanze, riconoscendogli un ruolo di rilievo nella vita istituzionale della diocesi.

Il ricordo del sindaco Franz Caruso

La scomparsa di monsignor Merenda ha suscitato il cordoglio anche dell’Amministrazione comunale di Cosenza. Il sindaco Franz Caruso ha ricordato il sacerdote come una figura di riferimento per la città e per la Chiesa cosentina, soffermandosi in particolare sulle sue qualità umane e sul lungo impegno nel campo dell’educazione. “La nostra città e la Chiesa cosentina piangono il decano dei sacerdoti, uomo di grande cultura e di eccezionali qualità umane”, ha dichiarato Caruso.

Il primo cittadino ha quindi richiamato il ruolo svolto da Merenda come docente, soprattutto al Liceo Classico Telesio, sottolineando l’influenza esercitata su numerosi studenti. “Un educatore nel senso più pieno del termine”, ha affermato il sindaco, ricordando come molti dei ragazzi formati da Merenda siano diventati negli anni professionisti e rappresentanti dell’attuale classe dirigente.

Il ruolo accanto agli arcivescovi

Nel suo messaggio, Caruso ha evidenziato anche il peso avuto da Merenda all’interno della gerarchia ecclesiastica locale. “Con Monsignor Merenda la Chiesa cosentina perde non solo un sacerdote, decano del nostro clero, ma anche una delle figure più autorevoli”, ha sottolineato il sindaco.

Il sacerdote aveva infatti ricoperto incarichi di primo piano al fianco di diversi arcivescovi della diocesi, prima accanto a monsignor Domenico Picchinenna e successivamente al fianco di monsignor Enea Selis, che guidò la Chiesa cosentina negli anni Settanta per quasi un decennio.

Caruso ha espresso ai familiari di monsignor Merenda, all’arcivescovo Giovanni Checchinato e a tutto il clero cosentino la vicinanza propria e dell’intera Amministrazione comunale.

L’impegno per i giovani e l’Azione Cattolica

Tra gli aspetti ricordati dall’Amministrazione c’è anche il rapporto particolarmente intenso costruito da Merenda con i giovani e con il mondo dell’Azione Cattolica.

A sottolinearlo è stato Francesco Turco, consigliere delegato del sindaco ai rapporti con le comunità religiose. “Mons. Merenda è stato una figura illuminata che ha saputo guidare il cammino di molti giovani della nostra comunità”, ha dichiarato Turco.

Il consigliere ha quindi affidato alla memoria del sacerdote anche un messaggio rivolto alle future generazioni del clero: “Il suo esempio sia da sprone anche per i sacerdoti che verranno”.

Il legame con la cultura cosentina

L’impegno di Merenda ha attraversato anche il mondo della cultura cittadina. Era decano dell’Accademia Cosentina e componente del Comitato scientifico della Biblioteca Civica di Cosenza, incarichi che testimoniano il suo forte legame con la tradizione culturale e intellettuale della città.

Proprio questo duplice percorso, tra Chiesa e cultura, ha caratterizzato una parte significativa della sua esperienza, rendendolo una presenza riconoscibile anche al di fuori degli ambienti strettamente ecclesiastici.

L’attenzione alle realtà associative

Nel corso del suo ministero, Merenda ha accompagnato numerose realtà associative e culturali cattoliche presenti sul territorio. Tra queste figurano i gruppi di Maria Cristina di Savoia, il Cif, l’Uac e alcune realtà di preghiera ispirate al carisma di Natuzza Evolo.

Particolare attenzione fu dedicata anche al clero anziano e ammalato, per il quale aveva ricevuto uno specifico incarico. Fu inoltre cappellano di diversi istituti religiosi cittadini, garantendo la celebrazione quotidiana della Messa presso le Canossiane, le Suore del Verbo Incarnato e le Suore Minime.

Gli ultimi incarichi e il servizio pastorale

Tra le esperienze ricordate dalla diocesi figura anche il servizio presso la comunità di San Vito Martire a Cosenza, dove Merenda operò prima della costituzione della parrocchia nella configurazione attuale. Era inoltre Decano del Capitolo della Cattedrale e Priore della delegazione di Cosenza dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Un percorso lungo e articolato, nel quale l’attività pastorale si è intrecciata con l’insegnamento, la cultura, la liturgia e l’accompagnamento delle comunità.

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