30 Giugno 2026
30 Giugno 2026
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Dai copertoni a un tavolo da giardino: tonnellate di rifiuti recuperate nei fondali di Stalettì e Scolacium

Legambiente Calabria conclude un nuovo intervento del progetto "Acqua Azzurra". Tra gli oggetti recuperati anche un albero di Natale in plastica, siringhe e una gamba di una Barbie

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Un tavolo da giardino in plastica, quattro pneumatici – tra cui una ruota di camion –, il compressore di un frigorifero, parti di una bicicletta, un gavitello inutilizzabile, corde, lenze, frammenti di plastica e vetroresina, tubazioni e metalli.
È solo una parte dei rifiuti recuperati dai fondali del sito Natura 2000 “Fondali di Stalettì” e dell’Oasi di Scolacium, nel Catanzarese, nel corso di un’operazione di pulizia promossa da Legambiente Calabria.
L’iniziativa ha coinvolto i subacquei dell’associazione A.I.S.A., tecnici specializzati e numerosi cittadini.

L’intervento del progetto “Acqua Azzurra”

Le attività si sono svolte nell’ambito del progetto “Acqua Azzurra: fondali e spiagge da proteggere”, promosso da Legambiente Calabria Aps e finanziato dalla Regione Calabria.
Tra i materiali recuperati, i copertoni rappresentano uno dei rifiuti più frequenti.
Vengono spesso riutilizzati come parabordi dalle imbarcazioni da pesca e, una volta deteriorati o dispersi, finiscono per trasformarsi in rifiuti marini particolarmente resistenti alla degradazione“, sottolinea Legambiente.

Microplastiche e rifiuti di ogni tipo sulla spiaggia

Parallelamente alle operazioni subacquee, volontari e operatori hanno ripulito anche la spiaggia dell’Oasi di Scolacium, dove è stata censita una grande quantità di rifiuti.
L’intervento ha messo nuovamente in evidenza gli effetti dell’inquinamento marino e delle mareggiate che interessano le coste calabresi, con una presenza massiccia di microplastiche, probabilmente accumulate anche dopo gli eventi meteo dello scorso inverno.
Tra gli oggetti raccolti figurano cotton fioc, bottiglie di plastica, polistirolo proveniente dalle attività di pesca, cordame, materiali edili, frammenti metallici, cartucce, una coffa, un albero di Natale in plastica, il sellino di un motorino, una gamba di una bambola Barbie, un flacone di smalto per unghie, alcune siringhe e numerosi altri rifiuti trasportati dal mare o abbandonati impropriamente.
Particolarmente significativa anche la presenza di materiali da costruzione, come mattoni, piastrelle, ferro e calcinacci, che, secondo Legambiente, testimoniano come in alcuni casi il mare sia stato utilizzato impropriamente come luogo di smaltimento dei rifiuti.

I rifiuti avviati allo smaltimento

Tutti i materiali recuperati sono stati conferiti al corretto smaltimento grazie alla collaborazione dei Comuni di Stalettì e Squillace e delle aziende che gestiscono il servizio di raccolta.

Parretta: “Le microplastiche sono una delle principali minacce per il mare”

Per la presidente di Legambiente Calabria, Anna Parretta, gli interventi confermano quanto sia ancora necessario proseguire nelle attività di bonifica e prevenzione.
Questi interventi dimostrano quanto sia ancora necessario intervenire per liberare i nostri fondali e le nostre spiagge dai rifiuti accumulati negli anni – dichiara Parretta -. Colpisce la quantità e la varietà degli oggetti recuperati, alcuni davvero insoliti, ma il dato più preoccupante resta la presenza diffusa delle microplastiche, che rappresentano una delle principali minacce per gli ecosistemi marini e la cui presenza acquisisce particolare gravità nelle aree protette”.
“La tutela del mare e delle coste – conclude – richiede prevenzione e un impegno costante che coinvolga istituzioni, associazioni, cittadini e operatori economici“.

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