Arrivano segnali incoraggianti dall’Istituto Giannina Gaslini di Genova, dove è ricoverata Maria Luce, la bambina di 6 anni coinvolta nella tragedia avvenuta a Catanzaro. Le sue condizioni cliniche sono definite soddisfacenti e non risulterebbero al momento pericoli per la vita.
Nessun danno neurologico e autonomia respiratoria
La piccola è ancora seguita nel reparto di terapia intensiva, ma presenta un’evoluzione clinica favorevole. I medici confermano che non ha riportato alcun esito neurologico e che è stata autonomizzata dalla ventilazione meccanica.
Nonostante le gravi lesioni iniziali a livello di aorta, fegato e milza, il quadro generale risulta stabilizzato. Dal punto di vista cardiovascolare, la situazione è resa più solida grazie al tempestivo intervento effettuato presso il Policlinico di Catanzaro, dove è stata riparata per via percutanea una grave lacerazione dell’aorta. Nei prossimi giorni è previsto il trasferimento in un reparto semi-intensivo, segnale di un ulteriore passo avanti nel percorso di cura.
La rete sanitaria tra Calabria e Liguria
Il miglioramento della bambina è il risultato di una complessa e coordinata rete di interventi tra strutture sanitarie. Determinante il lavoro dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Renato Dulbecco di Catanzaro, che ha stabilizzato la paziente prima del trasferimento.
Fondamentale anche il contributo delle équipe di emergenza guidate dalla dottoressa Stefania Faragò, insieme alla collaborazione dei professionisti del Gaslini, tra cui il medico Andrea Moscatelli e la struttura di Cardiologia diretta dal dottor Roberto Formigari.
Il trasferimento è stato gestito in continuità assistenziale: un’équipe del Gaslini è intervenuta direttamente a Catanzaro, collaborando con i colleghi calabresi nelle fasi precedenti al trasporto.
Il ruolo decisivo dell’Aeronautica Militare
L’intera operazione è stata resa possibile anche dal supporto dell’Aeronautica Militare – 31° Stormo, che ha messo a disposizione un volo sanitario attrezzato come una vera e propria terapia intensiva volante, garantendo condizioni di massima sicurezza durante il trasferimento.
Una collaborazione clinica e istituzionale
I sanitari sottolineano come il caso rappresenti un esempio concreto di cooperazione sanitaria avanzata. Il direttore sanitario del Gaslini, Raffaele Spiazzi, ha evidenziato il valore della rete tra istituzioni e professionisti. Un ruolo importante è stato svolto anche dagli specialisti coinvolti nella procedura di riparazione aortica, tra cui i medici Claudio Maglia, Armando Pingitore e Agostino Siciliano.
Monitoraggio e supporto psicologico
La bambina e la sua famiglia sono state prese in carico anche dal punto di vista psicologico. Il monitoraggio clinico prosegue in terapia intensiva, con controlli programmati per valutare l’evoluzione delle lesioni e consolidare la stabilità raggiunta. Secondo i medici, il caso conferma il valore di una sanità integrata capace di superare le distanze territoriali, mettendo al centro la continuità delle cure e la collaborazione tra strutture ad alta specializzazione.






