Un immobile sottratto alla criminalità organizzata cambia destinazione e si prepara a diventare un nuovo spazio dedicato all’inclusione sociale. A Montepaone, una villa trasferita gratuitamente al patrimonio comunale sarà trasformata in un polo socio-sanitario semiresidenziale rivolto alle persone con disabilità, con attività finalizzate anche all’inclusione sociale e lavorativa.
Il progetto prevede un investimento complessivo di 600mila euro, destinato alla realizzazione della struttura. Il percorso per la trasformazione del bene confiscato in un centro diurno per l’inclusione era stato già programmato dal Comune attraverso il progetto di recupero dell’immobile.
Grande: “Ciò che è stato sottratto torna alla comunità”
A commentare il risultato è Giuseppe Grande, presidente del circolo di Fratelli d’Italia di Montepaone e presidente del Consiglio comunale, che attribuisce all’assessore regionale Antonio Montuoro un ruolo centrale nel sostegno al progetto. “Questo risultato porta innanzitutto la firma dell’assessore regionale Antonio Montuoro”, dichiara Grande. Secondo il presidente del Consiglio comunale, Montuoro avrebbe sostenuto il progetto fin dalle prime fasi, seguendone l’iter e favorendone il finanziamento. Grande sottolinea in particolare il significato sociale dell’intervento: “Non si tratta soltanto del recupero di un immobile. Ciò che è stato sottratto alla comunità le viene restituito sotto forma di una nuova opportunità per chi ha più bisogno”.
Un bene confiscato destinato alle persone con disabilità
La futura struttura avrà una funzione socio-sanitaria e semiresidenziale, con l’obiettivo di offrire percorsi dedicati a persone con disabilità o condizioni di svantaggio, attraverso attività orientate alla socialità e all’inclusione lavorativa. Il progetto comunale prevede un centro diurno con una capacità programmata di accoglienza e servizi specifici per i beneficiari. Per Grande, il valore dell’operazione va oltre la riqualificazione edilizia. “È la risposta più forte che le istituzioni possano dare alla criminalità: dimostrare che la legalità produce servizi, lavoro e dignità”, afferma. La trasformazione dell’immobile si inserisce così nel più ampio percorso di riutilizzo sociale dei beni confiscati, un ambito sul quale la Regione Calabria ha previsto negli ultimi mesi specifici programmi di valorizzazione.
Il ruolo della Regione e il sostegno di Montuoro
Nel suo intervento, Grande evidenzia anche il rapporto tra Comune e Regione Calabria, indicando nel finanziamento regionale uno strumento per rendere concreto il progetto. “Il partito è oggi un punto di riferimento per amministratori e cittadini. Grazie alla presenza di Antonio Montuoro nelle istituzioni regionali e al dialogo costante tra territorio, Comune e Regione, riusciamo a intercettare risorse e a realizzare opere che i nostri paesi attendevano da tempo”, sostiene il presidente del circolo di Fratelli d’Italia. La Regione ha effettivamente rafforzato nel 2026 il programma dedicato alla valorizzazione dei beni confiscati, destinando nuove risorse a interventi di recupero e riutilizzo sociale.
Grande: “Questa è la nostra idea di legalità”
Il progetto viene quindi indicato dall’amministrazione comunale come un esempio concreto di come un bene sottratto alla criminalità possa essere restituito alla collettività attraverso un servizio rivolto alle fasce più fragili. “Come amministrazione comunale”, conclude Grande, “ringraziamo la Regione Calabria e l’assessore Montuoro. Continueremo a lavorare perché i beni confiscati diventino luoghi di inclusione e di servizi. Questa è la nostra idea di legalità”.













