A Roccelletta di Borgia questa volta non servono fotografie mandate di nascosto, messaggi WhatsApp o telefonate alla redazione. I cittadini ci mettono la faccia. Arrivano uno dopo l’altro davanti alla telecamera di Lino Polimeni, indicano strade, accessi, buche, incroci e raccontano una quotidianità che, nelle loro parole, ha poco a che vedere con la località turistica affacciata su uno dei tratti più suggestivi dello Ionio catanzarese.
Polimeni arriva a Roccelletta dopo le inchieste di Calabria7 sul degrado della frazione e trasforma la sua diretta social in una sorta di assemblea pubblica improvvisata. Non c’è un palco, non ci sono sedie in fila e non ci sono discorsi preparati. Ci sono residenti e villeggianti che aspettano il proprio turno per raccontare ciò che non funziona. “Quando ti chiamano i cittadini, quando ti chiamano persone che si sentono vittime di un’amministrazione, ci sarà pure un problema”, esordisce il giornalista. Poi lascia parlare loro. Ed è lì che la protesta prende forma.
“Siamo figli di un Dio minore”
Una delle frasi più dure arriva quasi subito: “Noi siamo considerati figli di un Dio minore”. A pronunciarla è una donna che racconta una battaglia che andrebbe avanti da decenni. Il mare è a pochi metri, ma per qualcuno può diventare irraggiungibile. Una signora spiega di non riuscire ad arrivare in spiaggia perché manca una passerella. Accanto a lei c’è la figlia. Polimeni si ferma e pone una domanda elementare: “Sua madre non ha il diritto di fare il bagno?”. La risposta è sì, naturalmente. Ma il problema, spiegano i presenti, è che da anni vengono richieste passerelle removibili che consentano anche alle persone con difficoltà motorie di raggiungere l’acqua. Una residente sostiene di poter documentare richieste avanzate “almeno da tre anni”.
La questione dell’accessibilità ritorna più avanti con una testimonianza ancora più concreta. Una donna racconta di avere la madre in carrozzina e il marito con disabilità al 100%, due automobili munite di contrassegno e nessuna certezza di trovare uno spazio dove fermarsi: “Se non metto una sedia quando vado a fare la spesa rischio di non trovare il posto per scaricare la carrozzina”. Non è più una discussione sul decoro urbano. È il racconto di persone che chiedono semplicemente di poter uscire di casa, parcheggiare e raggiungere il mare.

“Qui rischiamo la vita”
Poi la telecamera si sposta verso le strade e la protesta cambia tono. Si parla degli accessi alla frazione, della segnaletica che i cittadini giudicano insufficiente o assente, dell’illuminazione e della Statale 106. “È pericolosissimo, si rischia la vita ogni giorno”, denuncia uno dei presenti. Un altro punta il dito sulla mancanza di illuminazione: “Le luci non esistono”. E ancora: “Chi attraversa la strada rischia la vita”. Sono testimonianze e valutazioni dei residenti, non accertamenti tecnici, ma la quantità delle segnalazioni restituisce la dimensione di una preoccupazione diffusa.
C’è chi indica curve considerate pericolose, chi lamenta l’assenza di indicazioni, chi parla delle buche recentemente rattoppate. Polimeni percorre la zona mentre i cittadini gli mostrano ciò che contestano. La diretta diventa così una mappa dei problemi: strade, illuminazione, parcheggi, sicurezza, accessibilità. E il contrasto con la Roccelletta turistica diventa inevitabile. Da una parte Scolacium, il mare e le migliaia di persone richiamate dagli eventi estivi. Dall’altra chi vive qui e sostiene di dover affrontare ogni giorno problemi molto più elementari.
Gli spettacoli sono facili, tenere in piedi una realtà è diverso
È proprio sugli eventi che Polimeni affonda. La critica non è alla musica né agli artisti, ma alle priorità attribuite all’amministrazione. “Ti fai lo spettacolo e ti arrivano 10mila persone”, dice durante la diretta, sottolineando come organizzare una serata capace di riempire una piazza sia certamente visibile. Poi arriva la stoccata: “È facile anche pulire, tenere in piedi una realtà, curare e attenzionare i turisti, attenzionare i residenti”. Il concetto viene ripreso più avanti: secondo Polimeni, una piazza piena grazie a un cantante non può diventare il metro con il quale misurare la capacità amministrativa. È il suo giudizio, netto e politico, espresso davanti ai residenti. Dal gruppo arriva anche la protesta sull’acqua. Un residente sostiene che il servizio venga pagato caro e racconta che, aprendo i rubinetti, a volte arriverebbe acqua “marroncina”, aggiungendo di avere fotografie della situazione. Anche in questo caso si tratta di una testimonianza che richiederebbe verifiche tecniche, ma si aggiunge all’elenco delle lamentele raccolte durante la diretta.
A un certo punto la protesta investe anche l’informazione. Polimeni domanda se altri giornalisti o televisioni siano arrivati sul posto. La risposta dei presenti è negativa. Poi una residente cita esplicitamente il lavoro svolto nelle scorse settimane da questa testata: “Per fortuna abbiamo avuto Calabria7 che molto professionalmente ha fatto vedere tutto quello che c’era. Ha fatto vedere in che situazione ci troviamo”. E aggiunge il punto che torna continuamente nelle testimonianze: “I tributi li versiamo regolarmente e periodicamente. Non vogliamo essere abbandonati a noi stessi”. È forse la frase che sintetizza meglio l’umore della mattinata. Non cittadini che chiedono opere faraoniche, almeno nelle testimonianze raccolte durante la diretta, ma persone che rivendicano servizi ordinari in cambio di tasse che sostengono di pagare regolarmente.
Il Comitato incontra Sacco: “Parcheggi a settembre”
Ma dalla diretta emerge anche una novità. Una delegazione del Comitato è stata ricevuta in mattinata dalla sindaca Elisabeth Sacco. A raccontarlo è Domenico Varono, segretario del Comitato. Tra i problemi portati all’attenzione della prima cittadina ci sono la mancanza della segnaletica dei parcheggi e le condizioni delle strade interne, che durante il periodo autunnale, sostiene Marino, “diventano delle strade torrenti”. Dal Comune sarebbe arrivato un impegno preciso. Secondo quanto riferito dai rappresentanti del Comitato, a settembre, in occasione dell’approvazione del nuovo strumento urbanistico, dovrebbe essere regolamentata anche la questione dei parcheggi. La promessa, però, scatena immediatamente una reazione tra i presenti: “È una promessa fatta anche l’anno scorso”. Ed è qui che una semplice questione di segnaletica diventa politica. Perché il problema denunciato dai cittadini non è soltanto ciò che manca oggi, ma il tempo trascorso aspettando che ciò che viene annunciato diventi realtà.
L’incubo delle piogge: “Le strade diventano torrenti”
C’è poi una parola che ritorna proprio mentre l’estate comincia lentamente a guardare verso settembre: autunno. Calabria7 nelle scorse settimane ha documentato canali con vegetazione e detriti e ha già raccontato le preoccupazioni per ciò che potrebbe accadere con l’arrivo delle piogge. Adesso sono gli stessi cittadini a rilanciare l’allarme. “Durante il periodo autunnale diventano delle strade torrenti”, afferma Varano parlando delle vie interne. Dice di conoscere quella realtà praticamente dalla nascita del villaggio, negli anni Ottanta. È un’affermazione che fotografa una paura ormai ciclica: l’estate porta il caos dei parcheggi e le proteste sulla spiaggia; l’autunno rischia di riportare l’acqua sulle strade. Ed è esattamente il punto che Calabria7 ha sollevato nella sua ultima inchiesta. Una spiaggia si prepara prima dell’estate, i canali prima delle piogge, i parcheggi prima dell’arrivo dei turisti. Amministrare significa soprattutto arrivare prima dei problemi, non rincorrerli quando sono già diventati emergenze.












