18 Agosto 2026
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Paura nelle gole dell’Aspromonte: frana travolge escursionisti, sedicenne salvata in extremis

Un distacco di pietre nel torrente Furria provoca quattro feriti. Decisivo l'intervento provvidenziale di un poliziotto, un'infermiera e una guida fuori servizio che hanno trasportato la giovane a spalla fino al primo punto con segnale telefonico

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Un pomeriggio di trekking tra le bellezze selvagge della Calabria Grecanica si è trasformato in incubo per una comitiva di dieci escursionisti provenienti da varie regioni d’Italia. Il gruppo, partito da Roghudi Vecchio, aveva raggiunto un laghetto naturale lungo il corso del torrente Furria, affluente del fiume Amendolea, per una breve sosta.
All’improvviso, il passaggio accidentale di animali selvatici sul versante sovrastante ha scatenato la caduta di una scarica di grossi sassi e detriti, travolgendo in pieno gli escursionisti e provocando quattro feriti.

Il blitz dei soccorritori fuori servizio e la corsa contro il tempo nel canyon

A fare la differenza tra la vita e la morte è stata la presenza nelle vicinanze di un secondo gruppo di escursionisti. Sentite le grida d’aiuto, sono subito intervenuti un poliziotto del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica di Reggio Calabria, una guida ambientale e un’infermiera degli Ospedali Riuniti, tutti fuori servizio e con alle spalle un passato nel Soccorso Alpino.
All’interno del canyon, tuttavia, la totale assenza di copertura telefonica ha reso impossibile chiamare subito i soccorsi. I tre hanno così improvvisato una barella di fortuna per trasportare a spalla la sedicenne Stella, apparsa fin da subito in condizioni gravissime, risalendo il sentiero fino alla piazza principale di Roghudi Vecchio per trovare campo e lanciare l’allarme al 112 e alla Guardia Medica.

Il ricovero in Terapia Intensiva e il commovente ringraziamento dall’ospedale

Raggiunto il centro abitato, l’intervento dell’elisoccorso del 118 ha permesso la stabilizzazione e il trasporto d’urgenza in codice rosso della sedicenne agli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, dove è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico.
La giovane, originaria di Grottammare, si trova ora in Terapia Intensiva con prognosi riservata, mentre gli altri tre feriti sono stati dimessi. In ospedale, la ragazza ha voluto incontrare i suoi salvatori dedicando loro parole piene di gratitudine: “Grazie. Mi hanno detto i medici che sono viva grazie al vostro tempestivo intervento”.

L’appello sulla sicurezza in montagna dopo il miracolo di Roghudi Vecchio

L’incidente riaccende i riflettori sui rischi legati all’impervietà dell’Aspromonte, un territorio di straordinaria bellezza ma segnato da gole profonde, pareti rocciose instabili e estese zone d’ombra per la rete cellulare.
Gli stessi soccorritori rinnovano l’invito alla massima prudenza: affrontare la montagna richiede sempre una preparazione adeguata, un equipaggiamento idoneo e, soprattutto, il supporto di guide esperte capaci di valutare le insidie del percorso.

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