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18 Giugno 2026
18 Giugno 2026
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Detenuto aggredisce un agente nel carcere di Castrovillari: il Sappe: “Mancate misure preventive”

Un assistente capo della Polizia penitenziaria è stato gravemente ferito durante il servizio. Il sindacato denuncia: "Pericolosità nota del detenuto". Chiesti interventi immediati su sicurezza, organici e gestione dei violenti

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Un episodio di violenza all’interno del carcere di Castrovillari ha portato al ferimento grave di un Assistente Capo della Polizia Penitenziaria, colpito da un detenuto per futili motivi durante il servizio. L’agente ha riportato un trauma allo zigomo destro e un ematoma all’occhio, con una prognosi di 30 giorni, secondo quanto riferito dal sindacato SAPPE.

Un detenuto già noto per aggressioni

L’autore dell’aggressione, spiegano dal sindacato, era già segnalato per la sua pericolosità. In una nota del SAPPE, il vice segretario regionale Gaetano Maurmo ricostruisce che il detenuto era stato trasferito nel settembre 2025 dalla Casa Circondariale di Potenza a quella di Castrovillari, proprio a seguito di reiterate aggressioni ai danni del personale. “Nonostante ciò, nulla è stato fatto per prevenire l’ennesimo episodio di violenza”, afferma Maurmo nella comunicazione sindacale.

Le condizioni del poliziotto ferito

A fornire ulteriori dettagli clinici sono Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del SAPPE, e Francesco Ciccone, segretario nazionale del sindacato. In una dichiarazione congiunta riportata nella stessa nota, precisano che l’agente ha subito lesioni al volto tali da rendere necessaria una prognosi di trenta giorni. Dati sanitari che, secondo il SAPPE, fotografano una situazione di rischio strutturale per chi opera negli istituti penitenziari.

“Servitori dello Stato lasciati soli”

Durante e Ciccone descrivono un sistema che espone il personale a circa 2.000 aggressioni l’anno, parlando di organici ridotti e di tutele insufficienti. Nella loro valutazione, l’Amministrazione penitenziaria procede “a due velocità”: da un lato i progetti annunciati a livello centrale, dall’altro carceri lasciate senza risposte operative. Una gestione che, affermano, “non ci piace più”.

Le richieste all’Amministrazione penitenziaria

Il SAPPE esprime solidarietà piena e incondizionata al collega ferito e ribadisce che la solidarietà, da sola, non è sufficiente. Nella nota si chiede all’Amministrazione Penitenziaria un intervento immediato e concreto, che includa trasferimenti urgenti dei detenuti violenti, rafforzamento degli organici, ripristino delle condizioni minime di sicurezza e rispetto della dignità professionale della Polizia penitenziaria. Il sindacato avverte che ulteriori inerzie renderebbero l’Amministrazione direttamente responsabile di eventuali nuovi episodi.

La proposta organizzativa del sindacato

Nel comunicato, il SAPPE torna anche su una proposta operativa: togliere gli agenti dalle sezioni detentive ordinarie di media sicurezza e organizzarli in gruppi dedicati a interventi e controlli mirati. “Non più da soli nelle sezioni detentive”, è la linea indicata dal sindacato, che ribadisce come la sicurezza del personale non possa essere oggetto di mediazione.

Un quadro che resta aperto

L’aggressione di Castrovillari riporta al centro il tema della sicurezza negli istituti penitenziari e della gestione dei detenuti violenti. Le richieste del SAPPE sono ora formalmente sul tavolo dell’Amministrazione, chiamata a valutare misure operative e organizzative alla luce di quanto accaduto.

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