24 Giugno 2026
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Equa dislocazione fallita a Scordovillo, le associazioni: “Così si rischia un nuovo ghetto”

La presa di posizione di APS Lav Romanò, Un Mondo di Mondi e delle attiviste: “La Regione Calabria ha svuotato il progetto inclusivo”

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Sono APS Lav Romanò (Cosenza), l’Associazione Un Mondo di Mondi – Marino Giacomo (Reggio Calabria) e le attiviste Gabriella De Luca, Stefania Bevilacqua e Cristina Delfino a richiamare con forza l’attenzione sul progetto Scordovillo. Secondo i firmatari, oggi esiste un rischio serio e concreto che la Regione Calabria torni alla soluzione inaccettabile di un nuovo ghetto di edilizia popolare, dopo aver di fatto determinato il fallimento dell’equa dislocazione abitativa.

La ricostruzione dei fatti secondo i firmatari

Le associazioni e le attiviste ricostruiscono quanto accaduto negli ultimi due anni. A seguito della delibera del Consiglio dei Ministri del 15 febbraio 2024, che disponeva la bonifica del ghetto di Scordovillo, la Regione Calabria avrebbe dovuto garantire una soluzione abitativa dignitosa alle circa 100 famiglie rom residenti nell’area.

Secondo quanto affermano i firmatari, con la delibera di Giunta numero 109 del 25 marzo 2024 la Regione ha invece scelto di trasferire tutti i nuclei familiari insieme in un nuovo ghetto, prevedendo la costruzione di 120 alloggi popolari nella stessa area di Scordovillo e l’utilizzo di 28 milioni di euro di fondi europei.

“Una decisione gravissima”

APS Lav Romanò, Un Mondo di Mondi e le attiviste definiscono quella scelta gravissima, sottolineando come la Regione fosse pienamente consapevole delle conseguenze sociali devastanti prodotte dai ghetti di edilizia residenziale pubblica presenti da decenni sul territorio calabrese.

A rendere la situazione ancora più critica, secondo i firmatari, è stato il silenzio pubblico che ha accompagnato quella decisione, in particolare l’assenza di prese di posizione da parte degli enti del terzo settore del territorio lametino.

La denuncia del Comitato Stop Ghetti

Le associazioni ricordano che l’unica denuncia pubblica è stata quella del Comitato Stop Ghetti, composto da attiviste e dalle associazioni APS Lav Romanò e Un Mondo di Mondi. Proprio da quella iniziativa è nata la denuncia presentata nell’ottobre 2024 alla Commissione Europea, insieme all’European Roma Rights Center (ERRC).

L’intervento imposto da Bruxelles

Secondo i firmatari, l’intervento della Commissione Europea ha costretto la Regione Calabria a fare un passo indietro. Con la delibera di Giunta numero 29 del 27 gennaio 2025, la Regione è stata obbligata ad adottare la soluzione dell’equa dislocazione abitativa, prevedendo anche l’acquisto di alloggi sul mercato locale.

APS Lav Romanò e Un Mondo di Mondi ribadiscono che equa dislocazione e mix sociale rappresentano l’unica soluzione realmente inclusiva, come dimostrato da numerose esperienze positive in altre città europee.

“Un fallimento voluto”

Secondo quanto affermano le associazioni e le attiviste, la Regione Calabria avrebbe però avviato questo percorso senza crederci realmente. Dei 28 milioni di euro inizialmente previsti, ne sarebbero stati utilizzati solo 10, accompagnati da criteri e provvedimenti che avrebbero reso di fatto impossibile l’attuazione concreta dell’equa dislocazione.

I tre Avvisi pubblici dell’ATERP Calabria, pubblicati tra febbraio e ottobre 2025, vengono definiti dai firmatari un’operazione potenzialmente innovativa ma destinata al fallimento a causa di condizioni ritenute errate.

Scelte illegittime e isolamento

APS Lav Romanò, Un Mondo di Mondi e le attiviste contestano inoltre la richiesta di alloggi nei piccoli comuni limitrofi a Lamezia Terme, definendola inefficace e problematica. Richiamano in particolare la legge regionale 32/1996, che consente l’assegnazione degli alloggi ERP esclusivamente ai residenti, rendendo l’operazione, a loro giudizio, fuori legge.

La preferenza per alloggi isolati e la dispersione nei piccoli centri viene interpretata dai firmatari come il segnale di una persistente volontà di separazione e isolamento delle famiglie rom, in contrasto con i principi di inclusione e mix sociale.

“Così si torna al ghetto”

Secondo APS Lav Romanò, l’Associazione Un Mondo di Mondi, Gabriella De Luca, Stefania Bevilacqua e Cristina Delfino, oggi il fallimento dell’equa dislocazione, così come è stata gestita dalla Regione Calabria, rischia di diventare il pretesto per tornare alla costruzione di un nuovo ghetto.

Una prospettiva che, concludono i firmatari, non può e non deve essere accettata.

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