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18 Giugno 2026
18 Giugno 2026
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Giancarlo Muti, una vita per il calcio spezzata sulla Statale 18 a Guardia Piemontese mentre tornava a casa

Originario di Cetraro, aveva 63 anni e una lunga storia nel mondo del calcio tra Sicilia, Calabria e Veneto. Era tornato nella sua terra per partecipare al matrimonio della nipote

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Una vita legata al calcio, alle proprie radici e alla famiglia. È questo il profilo di Giancarlo Muti, il 63enne che ha perso la vita nel tragico incidente stradale avvenuto nel pomeriggio di giovedì 18 giugno all’interno della galleria Pietra della Menta, lungo la Statale 18 Tirrena Inferiore, nel territorio di Guardia Piemontese. La notizia della sua morte ha suscitato profondo cordoglio non solo a Cetraro, sua città d’origine, ma anche in Veneto, dove aveva vissuto per molti anni costruendo relazioni personali e sportive che lo avevano reso una figura conosciuta e apprezzata.

Dalle esperienze da calciatore alla passione per i giovani

Muti era noto nel mondo calcistico per il suo passato da giocatore. Nel corso della sua carriera aveva vestito le maglie di società importanti come Acireale e Nicastro, coltivando una passione che non aveva mai abbandonato neppure dopo aver lasciato il calcio giocato.

Conclusa l’attività agonistica, aveva infatti scelto di restare vicino ai campi e ai giovani atleti, mettendo a disposizione esperienza e competenze maturate negli anni. Un percorso che lo aveva portato a collaborare con il Real Vicenza, dove seguiva e supportava le attività del settore giovanile.

Una vita tra Calabria, Veneto e Sicilia

Originario della costa tirrenica cosentina, aveva lasciato da tempo la Calabria trasferendosi in Veneto, senza però interrompere il legame con la sua terra natale. Negli ultimi tempi si era spostato anche in Sicilia, continuando a mantenere vivi i rapporti costruiti nel corso della sua vita. Chi lo conosceva lo descrive come una persona disponibile, appassionata e profondamente legata ai valori dello sport, capace di instaurare rapporti sinceri sia con i ragazzi che allenava sia con le loro famiglie.

Il ritorno in Calabria per una festa di famiglia

Il suo viaggio in Calabria aveva una ragione speciale. Muti era infatti rientrato per partecipare al matrimonio della nipote, previsto per sabato. Un momento di festa atteso da tutta la famiglia che si è trasformato in poche ore in una tragedia. Lo schianto avvenuto nella galleria Pietra della Menta non gli ha lasciato scampo. La sua morte ha lasciato sgomente due comunità, unite oggi dal dolore per la scomparsa di un uomo che aveva dedicato gran parte della propria esistenza al calcio e alla crescita delle nuove generazioni.

Il cordoglio del mondo sportivo

Nelle ore successive all’incidente sono stati numerosi i messaggi di vicinanza e cordoglio arrivati da amici, ex compagni di squadra, dirigenti e famiglie dei giovani calciatori conosciuti nel corso della sua attività. Un affetto che testimonia quanto Giancarlo Muti fosse riuscito a lasciare un segno non soltanto come sportivo, ma soprattutto come uomo, educatore e punto di riferimento per tanti ragazzi che avevano condiviso con lui il percorso sui campi di calcio.

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