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17 Giugno 2026
17 Giugno 2026
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Hashish e iPhone nascosti negli scarichi del carcere di Rossano: cresce l’allarme sicurezza

Il Sappe torna a chiedere schermature anti-cellulare e una revisione dell’organizzazione degli istituti penitenziari

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Un quantitativo di hashish e due telefoni cellulari iPhone nascosti all’interno degli scarichi dei bagni del reparto Alta Sicurezza. È quanto hanno scoperto gli agenti della Polizia penitenziaria in servizio nel carcere di Rossano, durante un’attività di controllo che ha portato al sequestro di circa 290 grammi di sostanza stupefacente e dei dispositivi telefonici detenuti illegalmente.

Il rinvenimento si inserisce nel quadro delle attività di vigilanza svolte all’interno dell’istituto e conferma l’attenzione del personale penitenziario nel contrasto all’introduzione e alla circolazione di materiale non consentito nelle sezioni detentive.

Il plauso del Sappe agli agenti

A commentare l’operazione sono stati Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), e Francesco Ciccone, segretario nazionale del sindacato.

In una dichiarazione diffusa dal Sappe, i due dirigenti sindacali hanno espresso «le nostre congratulazioni» al personale in servizio a Rossano per il lavoro svolto «in difesa della sicurezza collettiva e della legalità», sottolineando come tali risultati vengano raggiunti nonostante le persistenti criticità legate alla carenza di personale e alle limitate risorse disponibili negli istituti penitenziari.

La richiesta di schermare le carceri contro i cellulari illegali

Il sindacato è tornato inoltre a sollecitare l’amministrazione penitenziaria affinché venga accelerata l’installazione di sistemi in grado di schermare i segnali telefonici all’interno delle strutture detentive.

Secondo Durante e Ciccone, l’obiettivo è impedire che i cellulari introdotti illegalmente possano essere utilizzati dai detenuti per mantenere contatti non autorizzati con l’esterno o, nei casi più gravi, per continuare a gestire attività illecite dall’interno del carcere. Una preoccupazione che, evidenziano i rappresentanti del Sappe, assume particolare rilevanza quando riguarda soggetti ristretti nei reparti di Alta Sicurezza.

Tossicodipendenza e organizzazione degli istituti

Nel loro intervento, i dirigenti sindacali hanno affrontato anche il tema dei detenuti con problemi di tossicodipendenza, sostenendo che coloro che possiedono i requisiti previsti dalla normativa dovrebbero essere inseriti in specifici percorsi di recupero e trattamento.

Il Sappe propone inoltre una revisione dell’attuale organizzazione del sistema penitenziario, con una distinzione più netta tra istituti destinati alla massima sicurezza, alla media sicurezza e alla custodia attenuata. Secondo il sindacato, una simile articolazione consentirebbe una gestione differenziata della popolazione detenuta e un’organizzazione interna calibrata sulle diverse esigenze operative, con particolare attenzione agli aspetti della sicurezza negli istituti destinati ai detenuti più pericolosi.

Il quadro della vicenda

Il sequestro effettuato nel carcere di Rossano riporta l’attenzione sul tema dell’introduzione di stupefacenti e telefoni cellulari negli istituti di pena, una delle questioni più frequentemente segnalate dalle organizzazioni sindacali della Polizia penitenziaria. Sul caso, le richieste avanzate dal Sappe riguardano sia il rafforzamento delle misure tecnologiche di controllo sia una diversa organizzazione del sistema carcerario, temi che continuano a essere al centro del dibattito sulla gestione della sicurezza negli istituti penitenziari italiani.

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