L’incendio che il 9 luglio ha colpito l’impianto di recupero e selezione dei rifiuti della Poly2Oil, in località Pontevecchio, nel territorio comunale di Palmi, ha provocato l’immissione in atmosfera di sostanze inquinanti, tra cui idrocarburi policiclici aromatici (Ipa) e metalli pesanti. È quanto emerge dagli esiti del monitoraggio ambientale diffusi dall’Arpacal.
I campionamenti sono stati effettuati nei comuni di Gioia Tauro e Palmi, in punti individuati sulla base della dispersione della nube di fumo, con particolare attenzione alla presenza di Ipa e metalli pesanti.
Rilevati benzo(a)pirene, arsenico, cadmio, nichel e piombo
“Le evidenze raccolte – spiega Arpacal – mostrano che l’incendio ha determinato l’immissione in atmosfera di fumi, polveri e sostanze inquinanti riconducibili alla combustione dei materiali presenti nell’impianto relativamente ai parametri degli idrocarburi policiclici aromatici, tra cui il benzo(a)pirene, e dei metalli pesanti come arsenico, cadmio, nichel e piombo”.
L’Agenzia evidenzia però che le condizioni meteorologiche hanno giocato un ruolo determinante nel limitare l’esposizione della popolazione.
Il ruolo del meteo nel contenere gli effetti
Secondo quanto ricostruito nella relazione tecnica, durante le ore diurne la quasi totale assenza di vento ha favorito una dispersione prevalentemente verticale della colonna di fumo, trasportando gli inquinanti verso gli strati più alti dell’atmosfera.
Nelle ore notturne, invece, pur in presenza di fenomeni di inversione termica e di una maggiore concentrazione degli inquinanti negli strati più bassi, la propagazione orizzontale è avvenuta soprattutto lungo la direttrice monte-mare e con intensità limitata.
Per Arpacal, il quadro emissivo registrato è risultato sensibilmente migliore rispetto all’incendio che interessò lo stesso impianto nel 2024, sia per il quantitativo inferiore di materiale coinvolto, sia per le condizioni meteoclimatiche che hanno ridotto l’impatto sulle aree interne della Piana di Gioia Tauro.
La relazione trasmessa alle autorità sanitarie
I risultati delle analisi e la relazione tecnica sono stati inviati ai Vigili del fuoco e alle altre autorità competenti, comprese quelle sanitarie, alle quali spetteranno le eventuali valutazioni e le indicazioni di carattere sanitario.
Arpacal: “La prevenzione resta la prima forma di tutela”
L’Agenzia precisa comunque che l’esito relativamente contenuto del monitoraggio non riduce la gravità ambientale dell’episodio.
“L’esito complessivamente contenuto del monitoraggio – sottolinea Arpacal – non ridimensiona la rilevanza ambientale dell’evento. Ogni incendio che coinvolge rifiuti o materiali potenzialmente combustibili determina l’emissione di sostanze inquinanti e comporta rischi per l’ambiente, per i lavoratori, per le squadre di intervento e per le comunità circostanti”.
Per questo motivo, conclude l’Agenzia, “è necessario ribadire la centralità della prevenzione, della manutenzione, della corretta gestione dei quantitativi stoccati, della separazione dei materiali, dei sistemi antincendio e dei piani di emergenza. La sicurezza degli impianti e la prevenzione degli incendi rappresentano il primo e più concreto strumento di tutela della popolazione e dell’ambiente“.











