La protesta contro il caro carburante e l’aumento del costo della vita entra nel quarto giorno in Calabria. Il fronte degli autotrasportatori e degli agricoltori mantiene alta la mobilitazione, con ripercussioni sulla viabilità in diversi punti della regione. Tra le situazioni più critiche c’è quella di Falerna, nel Lametino, dove lo svincolo dell’autostrada A2 è occupato dai mezzi dei manifestanti dal pomeriggio precedente.
La presenza dei camion e dei veicoli agricoli ha determinato code lungo la strada statale 18, fino all’abitato di Nocera Terinese Marina. Per limitare i disagi, Anas ha consigliato agli automobilisti, in entrambe le direzioni, di utilizzare lo svincolo di Lamezia Terme e di proseguire sulla Statale 18.
Il presidio prosegue in attesa di segnali da parte del governo. I manifestanti, secondo le dichiarazioni riportate nel resoconto della mobilitazione, hanno espresso stanchezza e preoccupazione, ribadendo però l’intenzione di non interrompere l’iniziativa. L’attenzione è rivolta alle risposte attese dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, indicate dai partecipanti come un passaggio decisivo per valutare gli sviluppi della protesta.
Rende, il presidio alla rotonda di Quattromiglia
La mobilitazione interessa anche Rende, dove i mezzi pesanti si sono concentrati alla rotonda di Quattromiglia, snodo fondamentale per gli spostamenti nell’area urbana cosentina. Il presidio è stato promosso con il coinvolgimento di realtà del settore dei trasporti e del mondo agricolo, tra cui Usb, Mta, Agricoltori Bruzi e diverse aziende.
Le conseguenze sul traffico sono iniziate nelle prime ore della mattina. La protesta viene descritta dagli organizzatori come un’iniziativa che punta a rendere visibile il peso dei rincari su chi lavora nel trasporto merci e nella produzione agricola. Secondo quanto riferito, il passaggio delle automobili e dei mezzi di soccorso viene garantito, così come quello dei veicoli che trasportano medicinali. Per gli autobus sono previsti rallentamenti e attese limitate.
Il numero dei mezzi diretti verso Quattromiglia potrebbe aumentare nel corso della giornata, con altri autotrasportatori segnalati in arrivo dalla provincia. Alle 18 è stata inoltre convocata un’assemblea pubblica, pensata come occasione di confronto tra i partecipanti alla protesta e la cittadinanza.
Dal carburante al costo della vita: le ragioni della mobilitazione
Le rivendicazioni non riguardano soltanto il prezzo del diesel e le spese necessarie per mantenere in attività camion e aziende agricole. Nel corso della mobilitazione sono emerse questioni più ampie, legate al potere d’acquisto, ai salari, alle condizioni di lavoro e al costo dell’abitare.
Accanto agli autotrasportatori e agli agricoltori si sono mobilitati piccoli commercianti, lavoratori di diversi comparti e studenti. Il quadro delineato dai promotori comprende le difficoltà dei braccianti agricoli, i margini ridotti dei piccoli produttori di fronte alla grande distribuzione e la precarietà occupazionale, oltre alla perdita di capacità di spesa delle famiglie.
Tra i temi sollevati c’è anche il costo dell’energia, considerato uno dei fattori che aggravano le spese delle attività produttive e dei nuclei familiari. A Rende, città universitaria, viene richiamata in particolare la questione degli affitti, che incide sui bilanci degli studenti e delle famiglie e può rendere più difficile sostenere il percorso universitario lontano da casa.
La piattaforma della protesta si allarga così oltre le richieste di una singola categoria. Il rincaro dei carburanti rappresenta il problema più immediato per chi lavora su strada, ma le iniziative in corso vengono presentate dai partecipanti anche come una risposta alle difficoltà economiche che interessano fasce diverse della popolazione.
Il collegamento con le altre mobilitazioni
A Rende, il presidio viene ricondotto anche alle iniziative portate avanti nei giorni precedenti dagli attivisti del collettivo La Base in piazza Europa, a Cosenza. Gli organizzatori inseriscono la mobilitazione in un quadro più ampio di contestazione delle politiche economiche e delle disuguaglianze sociali, richiamando anche le proteste registrate in altri Paesi europei, tra cui Spagna e Francia.
Nel dibattito promosso dai manifestanti trovano spazio la distribuzione dei redditi, il rapporto tra salari e profitti, la tutela del lavoro e l’accesso ai servizi essenziali. Si tratta di temi che, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbero affiancare le richieste più direttamente legate ai costi sostenuti dalle imprese di trasporto e dalle aziende agricole.
Il calendario della mobilitazione resta legato anche alle iniziative sindacali e alle proteste annunciate per le settimane successive. I riferimenti allo sciopero generale indicato per il 30 ottobre fanno parte del quadro rivendicativo illustrato dai partecipanti, ma le modalità e l’effettiva prosecuzione delle iniziative dovranno essere verificate attraverso le comunicazioni ufficiali degli organizzatori.
Attesa per le risposte del governo
La giornata resta segnata dall’attesa di un confronto con l’esecutivo. A Falerna, la chiusura dello svincolo autostradale e le code sulla viabilità ordinaria continuano a rappresentare le conseguenze più evidenti del presidio. A Rende, invece, il nodo di Quattromiglia rimane il principale punto di concentrazione della protesta, con disagi alla circolazione e un’assemblea pubblica prevista in serata.
Gli organizzatori non escludono di proseguire la mobilitazione anche nei giorni successivi qualora le risposte attese non risultassero sufficienti. La durata della protesta dipenderà quindi dall’evoluzione del confronto con le istituzioni e dalle decisioni dei partecipanti, mentre restano centrali le richieste relative al costo dei carburanti, alla sostenibilità delle attività produttive e alle difficoltà economiche delle famiglie.
Per il momento, i presidi continuano in Calabria, con l’obiettivo dichiarato di mantenere l’attenzione sulle rivendicazioni avanzate e di ottenere risposte concrete dal governo.
*Foto presa da Facebook














