30 Luglio 2026
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Notte di paura nel Cosentino: una bomba squarcia la vetrina di un negozio, cresce l’ombra del racket

Un ordigno ad alto potenziale devasta l'ingresso di un salone da parrucchiera a Taverna di Montalto Uffugo. Nessun ferito ma danni ingenti: è il secondo attentato dinamitardo nella zona negli ultimi mesi

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Un botto tremendo che rompe il silenzio della notte, la deflagrazione che fa tremare i vetri delle abitazioni e la paura che torna a farsi strada tra i cittadini. L’ombra dell’intimidazione torna ad allungarsi sulla provincia di Cosenza, dove una bomba carta ad alto potenziale è stata fatta esplodere nel cuore della notte davanti all’ingresso di un salone da parrucchiera situato in via Verdi, nella frazione di Taverna di Montalto Uffugo. La violenta esplosione ha completamente devastato la struttura esterna del negozio, svegliando di soprassalto i residenti del quartiere che si sono riversati in strada in stato di agitazione.

I rilievi e la caccia alle immagini delle telecamere

L’onda d’urto del manufatto esplosivo si è concentrata sulla vetrata e sul portone d’accesso dell’attività commerciale, provocando ingenti danni materiali ma senza causare fortunatamente feriti tra i passanti o gli abitanti della palazzina. Sul luogo del raid sono tempestivamente intervenute le forze dell’ordine, che hanno provveduto ad isolare e mettere in sicurezza la zona per permettere agli specialisti di effettuare i rilievi tecnici necessari ad identificare la natura dell’ordigno. Gli investigatori hanno immediatamente proceduto con il sequestro dei filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza pubblici e privati installati lungo la via e nelle aree limitrofe, oltre ad ascoltare i residenti alla ricerca di testimonianze utili per ricostruire i movimenti prima e dopo il botto.

Il precedente e le ombre sulla criminalità locale

L’attentato dinamitardo riaccende un forte allarme sociale nell’intera comunità di Taverna di Montalto Uffugo, già finita al centro della cronaca per un episodio analogo avvenuto soltanto pochi mesi fa. Le modalità dell’atto e la scelta dell’obiettivo commerciale orientano l’attenzione degli inquirenti verso la pista del racket delle estorsioni, senza escludere al momento alcuna ipotesi investigativa. Le indagini della magistratura e delle forze di polizia proseguono nel massimo riserbo per identificare gli esecutori materiali e gli eventuali mandanti del gesto intimidatorio.

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