Emergono nuovi particolari su Ornella Forastefano, la 46enne morta dopo la violenta aggressione avvenuta ad Amendolara, nel Cosentino. Mentre gli investigatori lavorano per ricostruire le ultime ore di vita della donna e chiarire le responsabilità del caso, affiorano dettagli sulla sua vita privata e familiare.
Chi era Ornella Forastefano
Ornella Forastefano, originaria di Cassano allo Ionio e residente ad Amendolara, gestiva un bar nel centro di Trebisacce insieme ai suoi due figli. La donna è deceduta dopo le gravi percosse subite, che le hanno provocato lesioni e politraumi risultati fatali.
Il padre ucciso in un agguato nel 1999
La vittima era figlia di Antonio Forastefano, assassinato nel 1999 mentre usciva dalla sua pescheria a Marina di Sibari, e nipote di Domenico Forastefano, padre di Pasquale Forastefano, indicato dagli investigatori come uno dei reggenti dell’omonima cosca di ‘ndrangheta. Allo stato delle indagini, tuttavia, gli investigatori escludono collegamenti tra il delitto avvenuto 27 anni fa e la morte della 46enne.
Il compagno rintracciato a Bari
Il compagno della donna, rintracciato nel porto di Bari mentre, secondo gli investigatori, stava probabilmente tentando di raggiungere il proprio Paese d’origine, l’Albania, è conosciuto dalle forze dell’ordine per reati legati agli stupefacenti. Secondo quanto emerso, la coppia conviveva da circa un anno. L’uomo è ascoltato dagli investigatori per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e verificare eventuali responsabilità.
Le indagini in corso
Elvis Metvelaj, nato in Albania nel 1984, vive da diversi anni in Calabria. Da qualche tempo aveva una relazione con Ornella Forastefano, ma gli investigatori stanno ancora cercando di ricostruire la natura del loro rapporto e, soprattutto, cosa sia accaduto nelle ore precedenti alla morte della donna. Nei confronti dell’uomo dovrebbe essere formalizzato un decreto di fermo disposto dalla Procura di Castrovillari, che dovrà poi essere sottoposto alla valutazione del giudice. L’indagine si trova ancora nella fase iniziale e la sua posizione è al vaglio degli inquirenti. Il nome di Metvelaj era già emerso in passato nelle cronache giudiziarie. Nel 2020 era stato arrestato nell’ambito di un procedimento relativo a un presunto traffico di sostanze stupefacenti.
La relazione con Ornella Forastefano
Secondo le prime informazioni raccolte dagli investigatori, Metvelaj e Ornella Forastefano si frequentavano da alcuni mesi. La relazione, sempre secondo quanto emerso, non sarebbe stata ben vista dai familiari della donna.
La famiglia Forastefano è nota alle cronache giudiziarie per essere comparsa in diverse inchieste antimafia coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Si tratta, tuttavia, di un contesto che gli investigatori mantengono distinto dall’omicidio della 46enne e che, allo stato, non viene ritenuto collegato ai fatti. Gli inquirenti stanno verificando se eventuali tensioni nella relazione possano aver avuto un ruolo nella vicenda. Al momento, però, qualsiasi ipotesi sul movente resta prematura.
La salma trasferita a Catanzaro: attesa per l’autopsia
È stata trasferita all’Azienda ospedaliera universitaria Dulbecco di Catanzaro la salma di Ornella Forastefano. Il trasferimento è stato disposto dalla Procura di Castrovillari, che dovrà ora procedere con il conferimento dell’incarico per l’esame autoptico. L’autopsia potrebbe essere affidata nelle prossime ore all’équipe di Medicina legale diretta dalla professoressa Isabella Aquila. L’esame sarà determinante per chiarire le cause della morte e ricostruire con maggiore precisione quanto accaduto.
Secondo le prime informazioni, Forastefano sarebbe arrivata in fin di vita in ospedale, presentando gravi lesioni e politraumi. Saranno quindi gli accertamenti medico-legali a fornire ulteriori elementi agli investigatori nell’ambito dell’inchiesta.
I tanti punti ancora da chiarire
L’inchiesta presenta ancora numerosi interrogativi. Non è stato ancora accertato il luogo in cui Ornella Forastefano sia stata aggredita mortalmente. Il ritrovamento della donna davanti al pronto soccorso di Trebisacce, infatti, non consente di stabilire se il delitto sia avvenuto nei pressi dell’ospedale oppure in un altro luogo e se il corpo sia stato trasportato successivamente.
Restano da chiarire anche le modalità dell’omicidio. Saranno gli accertamenti medico-legali, i rilievi tecnici e gli approfondimenti investigativi a stabilire con precisione le cause della morte, l’orario del decesso e l’eventuale presenza di lesioni compatibili con l’utilizzo di un’arma.
Dopo aver rintracciato Elvis Metvelaj in Puglia, i carabinieri puntano ora a ricostruire i suoi spostamenti e gli ultimi contatti avuti con la vittima. Le sue dichiarazioni saranno confrontate con gli elementi già acquisiti dagli investigatori, comprese eventuali immagini di videosorveglianza e i dati estratti dai telefoni cellulari. L’intera indagine è coordinata dalla Procura della Repubblica di Castrovillari.












