18 Agosto 2026
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Erosione costiera a Calopezzati, Laghi: “Litorale e cittadini non possono pagare i tempi della burocrazia”

Il consigliere regionale e segretario questore deposita un'interrogazione alla Giunta Occhiuto sui due interventi da 2 milioni di euro bloccati da anni e sull'incredibile annullamento della pratica autorizzativa

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Il litorale di Calopezzati, comune del basso ionio cosentino, continua a consumarsi sotto i colpi del mare, mentre le opere di difesa necessarie restano incastrate nelle maglie della burocrazia regionale.
Di fronte a un’emergenza non più rinviabile, il consigliere regionale e segretario questore, Ferdinando Laghi, ha deciso di depositare un’interrogazione a risposta scritta alla Giunta della Regione Calabria.
Al centro dell’atto istituzionale ci sono due importanti finanziamenti da 2 milioni di euro ciascuno, destinati proprio alla salvaguardia della costa di Calopezzati ma mai trasformati in cantieri operativi.

Un’emergenza che dura da anni tra abitazioni a rischio e finanziamenti al palo

La perdita progressiva della linea di costa sta mettendo a dura prova l’intera comunità locale e il tessuto produttivo. “Ormai da molti anni il Comune di Calopezzati è colpito dal fenomeno dell’erosione costiera, che ha progressivamente consumato il litorale e messo a rischio abitazioni, attività economiche e la stessa vivibilità di un tratto di costa che meriterebbe una accorta e continua tutela. Di fronte a un’emergenza di questa portata, la Regione Calabria non può permettersi ulteriori rinvii”.
È la chiara denuncia del consigliere Laghi, che ricostruisce nel dettaglio le tappe di una vicenda amministrativa che appare paradossale.
“Calopezzati – spiega ancora – sconta da anni un consumo della propria linea di costa che ha reso il litorale sempre più fragile, al punto da richiedere interventi ormai non più rinviabili, dal ripascimento della spiaggia alla realizzazione di pennelli capaci di arginare l’azione del mare”.
I fondi necessari erano stati individuati da tempo: “Nel gennaio 2018 sono stati stanziati complessivamente 4 milioni di euro attraverso il primo Atto Integrativo all’Accordo di programma tra il Ministero dell’Ambiente e la Regione Calabria, suddivisi in due interventi da 2 milioni ciascuno per la salvaguardia di quel tratto costiero. Nel marzo 2019 è stato nominato il responsabile unico del procedimento per l’avvio di entrambi i lotti. A distanza di sette anni da quella nomina, i lavori restano fermi e il territorio continua a pagare il prezzo di un iter che si è inceppato senza un evidente e giustificato motivo”.

Il giallo della pratica annullata e la rabbia del territorio

A complicare ulteriormente il quadro è emerso un dettaglio inquietante riscontrato sulle piattaforme digitali della Regione. “Non solo, ma una delle due pratiche, relativa al secondo stralcio dell’intervento, risulta registrata con lo stato di ‘annullata’ nello sportello ambientale regionale dal febbraio 2025”.
Un aggiornamento che ha scatenato forte preoccupazione tra gli amministratori e la cittadinanza: “Una notizia che la cittadinanza e l’amministrazione comunale hanno accolto con sconcerto, perché mette concretamente a rischio la tenuta dei finanziamenti statali ottenuti con grande fatica”.

Un fronte comune a difesa del litorale del Basso Ionio cosentino

Di fronte a questo stallo, l’esponente politico esprime pieno sostegno alle istituzioni locali per sbloccare le opere previste.
“Sono al fianco del sindaco Antonello Edoardo Giudiceandrea in una battaglia che è insieme ambientale e amministrativa: quella per la tutela di un tratto di costa che rischia di scomparire per incomprensibili rallentamenti burocratici. Calopezzati non può continuare a pagare i tempi di un apparato che dovrebbe essere al servizio dei territori e non un ostacolo alla loro tutela”.

La richiesta di un cronoprogramma certo e del ripristino dei fondi

L’atto ispettivo rivolto agli organi di governo regionale punta ad ottenere impegni precisi e scadenze inderogabili.
“Con l’interrogazione depositata chiedo alla Giunta regionale e all’assessore competente di chiarire quali siano i problemi che hanno impantanato la pratica nelle sabbie mobili della burocrazia, nonché i motivi dello stallo pluriennale”.
L’obiettivo finale resta quello di sbloccare l’iter per mettere in sicurezza l’area prima che sia troppo tardi: “Ma chiedo anche di sanare la posizione della pratica autorizzativa annullata, di confermare la piena disponibilità delle risorse stanziate e di indicare un cronoprogramma preciso per la ripresa dei lavori, affinché il litorale del comune del basso ionio cosentino receive finalmente le opere di salvaguardia che attende da troppo tempo”.

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