Un ombrellone pagato in anticipo per l’intera stagione, trovato ancora una volta occupato da altri bagnanti. Poi la richiesta di spiegazioni e una discussione che, secondo il racconto affidato ai social da uno dei clienti, sarebbe degenerata in urla, insulti, minacce e spintoni davanti a tutta la spiaggia. È quanto sarebbe accaduto nel pomeriggio del 9 agosto in uno stabilimento balneare di Soverato. Tra le persone coinvolte nella vicenda c’è anche Lorenzo Papasodero, tenore emergente sulla scena lirica internazionale.
L’ombrellone stagionale trovato occupato
L’autore del post sostiene di aver pagato regolarmente un ombrellone per tre mesi e di averlo già trovato, in più occasioni, assegnato ad altre persone. Durante alcune sue assenze, racconta, avrebbe anche ricevuto fotografie che documentavano la presenza di clienti diversi nel posto riservato. Il problema era già stato segnalato. Dal lido, secondo la testimonianza, gli sarebbe stato suggerito di comunicare preventivamente i giorni in cui non si sarebbe recato al mare, così da consentire allo stabilimento di “regolarsi di conseguenza”. Una richiesta respinta dal cliente: “Se pago un ombrellone per tre mesi, devo poter arrivare quando voglio. Anche alle 17.30. E non devo comunicare a nessuno quando decido di non andare al mare“.
“Se non arrivano entro le 13, il posto può essere assegnato”
Il 9 agosto, in occasione della Madonna a Mare, il gruppo sarebbe arrivato in spiaggia intorno alle 17.30, trovando l’ombrellone occupato da cinque ragazzi. Nel post viene precisato che i giovani si sarebbero comportati in modo educato e, una volta compresa la situazione, avrebbero lasciato immediatamente il posto, mostrandosi mortificati per l’accaduto. Proprio da loro, però, i titolari dell’abbonamento stagionale avrebbero appreso un particolare destinato ad accendere la protesta: sarebbe stato detto ai ragazzi di attendere le 12.30 o le 13 e che, se entro quell’ora gli assegnatari non fossero arrivati, l’ombrellone sarebbe stato messo a loro disposizione. “Da quando non presentarsi entro le 13 significa rinunciare per quella giornata a un ombrellone già pagato per tre mesi?”, si domanda il cliente nel suo sfogo pubblico.
La richiesta di spiegazioni e gli insulti
A quel punto i clienti avrebbero chiesto chiarimenti al gestore, annunciando che, qualora l’episodio si fosse ripetuto, si sarebbero rivolti alla Guardia di Finanza e alle autorità competenti per verificare la regolarità della situazione. È in quel momento che la discussione, secondo la loro versione, sarebbe precipitata. Il gestore avrebbe intimato loro: “Iniziate a prendervi le cose e andatevene subito”. Poi ancora: “Andatevene subito tu e lui, tutti e due” e infine l’insulto: “Pezzi di merda”. Nel racconto compare anche la frase secondo cui sarebbero dovuti uscire dal lido “a calci in culo”. Il tutto sarebbe avvenuto davanti agli altri bagnanti e sarebbe stato accompagnato, sempre secondo quanto denunciato nel post, da spintoni e contatti fisici, fino all’intimazione di lasciare lo stabilimento nonostante il servizio fosse già stato pagato per l’intera stagione. “Non chiedevamo favori e non chiedevamo privilegi. Chiedevamo semplicemente di poter utilizzare ciò che avevamo già pagato”, scrive il cliente.
Tra le persone coinvolte il tenore Lorenzo Papasodero
Tra le persone coinvolte nella vicenda c’è anche Lorenzo Papasodero, calabrese di Satriano e artista in crescente affermazione nel panorama operistico internazionale, che ha già lavorato con direttori d’orchestra e registi di primo piano. Negli ultimi anni ha debuttato in alcuni dei ruoli più importanti del repertorio lirico: Rodolfo ne “La Bohème”, Pinkerton in “Madama Butterfly”, Alfredo ne “La Traviata”, Turiddu in “Cavalleria rusticana”, Don José in “Carmen”, Don Ottavio in “Don Giovanni” e Nemorino ne “L’elisir d’amore”.
Una versione che attende riscontro
L’episodio è stato reso pubblico attraverso i social.Calabria7 resta pronta a ospitarne la replica e l’eventuale versione dei fatti del gestore dello stabilimento. Resta la domanda posta dall’autore del post: “È questo il modo di trattare un cliente che chiede soltanto di usufruire di un servizio già pagato?“.












