Cinque giorni. Tanto è bastato all’Asp di Catanzaro per tornare sui propri passi. Il 5 agosto aveva stabilito che non esistevano più i presupposti per prorogare il contratto della dottoressa cubana assegnata alla Chirurgia dell’ospedale di Soverato. Il 10 agosto ha revocato quella delibera, richiamando la necessità di garantire i livelli essenziali di assistenza e l’“interesse pubblico, concreto e attuale” a mantenere in servizio tutti i medici cubani del primo contingente. Che cosa sia cambiato tra le due decisioni, però, il nuovo provvedimento non lo dice. La dottoressa non viene neppure nominata. Scompare il suo nome, resta la revoca dell’atto che l’aveva esclusa. Un caso sollevato da Calabria7 con questo articolo.
Il primo provvedimento: “Venuti meno i presupposti”
La storia comincia con la delibera numero 1046 del 5 agosto 2026, firmata dal commissario straordinario dell’Asp Antonio Battistini. La professionista era stata inizialmente inserita tra i medici cubani del primo contingente destinatari della proroga fino al 31 dicembre 2026. La situazione era cambiata dopo una comunicazione della stessa acquisita dall’Azienda sanitaria il 27 luglio. La dottoressa aveva dichiarato formalmente di non intrattenere più alcun rapporto né vincolo con la Comercializadora de Servicios Médicos Cubanos, con il Governo della Repubblica di Cuba e con la relativa missione medica. Una dichiarazione che l’Asp aveva considerato decisiva. Nell’atto del 5 agosto si leggeva infatti che erano “venuti meno i presupposti” per procedere alla proroga del rapporto di lavoro nell’ambito dell’Accordo quadro sottoscritto tra la Regione Calabria e la società statale cubana. La conseguenza era stata netta: esclusione dall’elenco dei professionisti prorogati.
Cinque giorni dopo arriva la retromarcia
Il 10 agosto viene pubblicata la delibera numero 1069. L’oggetto non lascia spazio a interpretazioni: “Integrazione delibera n. 922/2026 e contestuale revoca delibera n. 1046 del 05-08-2026”. L’Asp richiama le “obbligate e indifferibili esigenze” del sistema sanitario calabrese e la necessità di continuare a garantire i Lea nella provincia di Catanzaro. Ricorda inoltre che la normativa consente fino al 31 dicembre 2027 l’esercizio temporaneo in deroga dei professionisti sanitari con titoli conseguiti all’estero. L’Azienda ritiene che esista un “interesse pubblico, concreto e attuale” al mantenimento in servizio di tutti i medici cubani appartenenti al primo contingente. E dispone la revoca della delibera approvata appena cinque giorni prima.
Nessuna spiegazione sul rapporto con Cuba
Il 5 agosto l’assenza di rapporti con la CSMC, il Governo cubano e la missione medica era stata considerata sufficiente per far venir meno i presupposti della proroga. Cinque giorni dopo quella decisione viene revocata senza che nell’atto sia richiamata una nuova comunicazione della professionista, una diversa valutazione sulla sua posizione o un chiarimento proveniente dalla Regione. La motivazione indicata è generale: carenza di medici, tutela dell’assistenza e interesse pubblico al mantenimento in servizio dell’intero contingente. Non viene spiegato, invece, se sia cambiato qualcosa nei rapporti tra la professionista e la missione cubana oppure se l’Asp abbia maturato una diversa interpretazione sulla possibilità di continuare a impiegare un medico arrivato attraverso il circuito CSMC e successivamente fuoriuscito da quel sistema.
Aggiunto un medico al Pronto soccorso di Soveria Mannelli
La stessa delibera interviene anche su un’altra posizione. L’Asp integra l’elenco dei medici prorogati inserendo un altro medico cubano il cui nominativo era rimasto fuori dalla precedente deliberazione. Il dottore viene confermato presso l’Unità operativa di Pronto soccorso dell’ospedale di Soveria Mannelli, uno dei presìdi nei quali la carenza di personale rende particolarmente difficile la copertura dei turni. I contratti del primo contingente restano per ora prorogati fino al 31 dicembre 2026. L’Asp richiama però la possibilità di arrivare fino alla fine del 2027 e annuncia, di fatto, ulteriori provvedimenti uniformi destinati a estendere i rapporti fino al termine consentito dalla normativa.
L’interrogazione di Alecci diventa ancora più attuale
La retromarcia dell’Asp arriva mentre sulla vicenda è già stata depositata un’interrogazione del consigliere regionale del Pd Ernesto Alecci che ha chiesto al presidente della Regione Roberto Occhiuto quanti medici cubani abbiano lasciato la CSMC o la missione medica e quanti, nonostante questa fuoriuscita, abbiano continuato o ripreso a lavorare negli ospedali calabresi attraverso contratti diretti con le aziende sanitarie. Ha chiesto anche se esista un monitoraggio regionale e quali regole siano state adottate per garantire comportamenti uniformi tra le diverse aziende del Servizio sanitario. La delibera del 10 agosto rende queste domande ancora più urgenti. Perché adesso non si tratta soltanto di sapere quanti medici siano fuoriusciti dal circuito cubano. Bisogna capire anche perché una condizione ritenuta ostativa il 5 agosto abbia smesso di esserlo cinque giorni dopo.












