8 Luglio 2026
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Raid mafioso nella Piana di Gioia Tauro alla “Tenuta Badia” di Rosarno, la Flai Cgil al fianco dell’imprenditrice Rodi Morabito

Sindacati in rivolta contro l'ennesima intimidazione criminale: chiesta una mobilitazione immediata delle istituzioni per garantire la sicurezza nelle campagne calabresi.

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La criminalità organizzata torna a colpire con violenza il cuore produttivo della Calabria, prendendo di mira chi ha fatto della legalità il pilastro della propria attività imprenditoriale. Un gravissimo raid intimidatorio ha devastato i terreni della “Tenuta Badia” a Rosarno, storica azienda agricola della Piana di Gioia Tauro di proprietà di Patrizia Rodi Morabito. Le fiamme e la furia distruttiva dei malviventi hanno raso al suolo estese coltivazioni di kiwi, ulivi e agrumi, infliggendo un danno economico e strutturale di proporzioni enormi. Di fronte a questo ennesimo atto di matrice chiaramente mafiosa, la Flai Cgil Calabria e la Flai Cgil Reggio Calabria sono immediatamente scese in campo per esprimere il più profondo cordoglio e la totale solidarietà a un’imprenditrice simbolo della resistenza al racket.

L’azione della criminalità è stata dura, ma la risposta del sindacato è altrettanto netta nel respingere la logica del terrore nelle campagne. “Ci troviamo di fronte a un attacco frontale che presenta i tratti inconfondibili della violenza e dell’intimidazione mafiosa. Colpire con precisione chirurgica il lavoro, la terra e i sacrifici di chi, dal 2012, ha scelto di tornare in Calabria per fare impresa nella legalità, rappresenta un’offesa non solo a una singola azienda, ma a tutta la Calabria onesta e al mondo del lavoro agricolo” dice senza mezzi termini Caterina Vaiti, Segretaria Generale della Flai Calabria.

Una lunga scia di intimidazioni contro chi rifiuta di piegarsi

L’assalto subito dalla “Tenuta Badia” non rappresenta purtroppo un episodio isolato, bensì l’ultimo, drammatico tassello di una strategia persecutoria ben precisa. L’imprenditrice Patrizia Rodi Morabito è da anni nel mirino dei clan locali per la sua ferma e aperta opposizione a ogni forma di condizionamento o sottomissione criminale, una condotta coraggiosa caratterizzata da ripetute denunce alle autorità giudiziarie. Questo raid configura un vero e proprio tentativo di fiaccare la resistenza di un presidio di economia sana in un’area ad altissima densità mafiosa, richiamando l’urgenza di una reazione collettiva che vada oltre i semplici attestati di vicinanza.

Il sindacato di categoria ha voluto ribadire l’assoluta centralità della lotta comune per la sicurezza dei lavoratori e delle imprese del comparto agroalimentare. Chiude la nota Nicola Rodi, Segretario Generale Flai Reggio Calabria: “Come sindacato che difende i diritti, la dignità del lavoro e la legalità nelle nostre campagne, ribadiamo che Patrizia Rodi Morabito non è e non sarà lasciata sola. La solidarietà formale, tuttavia, oggi non basta più. Chiediamo un intervento fermo e concreto da parte delle istituzioni e delle forze dell’ordine per garantire la sicurezza e il presidio del territorio: le campagne non possono essere terra di nessuno dove la criminalità organizzata agisce indisturbata distruggendo il futuro economico della Regione”.

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