Mappare i siti di sversamento, verificare la presenza di rifiuti interrati e studiare lo stato di salute della popolazione. Sono le richieste avanzate dal movimento civico ArticoloVENTUNO, che torna a sollevare la questione ambientale a Cassano all’Ionio, con particolare attenzione alla discarica di Contrada La Silva e alle aree comprese nel Sito di Interesse Nazionale (SIN) “Crotone-Cassano-Cerchiara”. La formazione di siti di smaltimento non ufficiali, il rischio legato a possibili contaminazioni e l’incertezza sul futuro dell’impianto sono al centro della presa di posizione del movimento, che propone anche la creazione di un polo dedicato alla ricerca epidemiologica e alla prevenzione sanitaria.
Discarica La Silva, il movimento chiede chiarezza sul futuro dell’impianto
Per ArticoloVENTUNO, l’inclusione di Cassano nel perimetro del SIN impone interventi concreti e un’attenzione costante alla tutela dell’ambiente e della salute pubblica. Il movimento riconosce il valore delle iniziative di confronto avviate sul territorio, ma ritiene necessario passare dalle discussioni a verifiche e azioni operative. Nel comunicato, la formazione civica richiama in particolare la situazione della discarica di Contrada La Silva, chiedendo che venga fatta luce sulle questioni ancora aperte e sulle prospettive dell’impianto. Secondo il movimento, il tema non può essere accantonato, ma deve tornare al centro dell’agenda amministrativa e politica. ArticoloVENTUNO sottolinea inoltre di voler proseguire le battaglie ambientali già intraprese, ribadendo il proprio impegno nei confronti della comunità.
Siti di sversamento e rifiuti interrati: proposta una mappatura completa
Accanto alla vicenda della discarica, il movimento richiama l’attenzione sulla presenza di presunti siti di smaltimento non ufficiali, che secondo la denuncia sarebbero conosciuti sul territorio ma non adeguatamente verificati. La richiesta è quella di avviare controlli rigorosi per individuare e censire le aree interessate, accertare la natura dei materiali eventualmente interrati e stabilire quali interventi di bonifica siano necessari. Il percorso dovrebbe comprendere anche verifiche per escludere la presenza di nuovi siti a rischio. Si tratta di questioni che, secondo ArticoloVENTUNO, richiedono un approccio sistematico e trasparente, con il coinvolgimento delle istituzioni e degli organismi competenti. La mappatura delle aree potenzialmente contaminate rappresenterebbe il primo passo per definire le priorità d’intervento e tutelare il territorio.
Salute dei cittadini, la proposta di uno studio epidemiologico
Tra le proposte avanzate dal movimento figura la realizzazione di uno studio epidemiologico sulla popolazione di Cassano all’Ionio e dell’intera area SIN. L’obiettivo sarebbe raccogliere dati sulle patologie più diffuse, seguirne l’evoluzione nel tempo e verificare, attraverso metodi scientifici, l’eventuale esistenza di correlazioni tra esposizioni ambientali e condizioni di salute. ArticoloVENTUNO indica la necessità di coinvolgere università, Istituto Superiore di Sanità (ISS), Regione Calabria e Azienda sanitaria provinciale (ASP), garantendo trasparenza nella raccolta e nell’analisi dei dati. La proposta mira a superare le preoccupazioni espresse dalla comunità attraverso un monitoraggio fondato su evidenze scientifiche. Eventuali rapporti tra inquinamento e incidenza delle malattie dovrebbero infatti essere valutati sulla base di dati verificabili e di analisi epidemiologiche approfondite.
Un istituto di ricerca per i siti di interesse nazionale nel Mezzogiorno
La proposta del movimento guarda anche oltre le singole emergenze ambientali. ArticoloVENTUNO ipotizza la nascita a Cassano di un Istituto di Ricerca e Osservazione Epidemiologica per i SIN, pensato come centro specializzato nella prevenzione, nel monitoraggio sanitario e nello studio delle conseguenze dell’esposizione agli inquinanti. La struttura potrebbe diventare un riferimento scientifico per la Calabria e per il Mezzogiorno, favorendo la collaborazione tra enti di ricerca, sistema sanitario e università. In questa prospettiva, la raccolta continuativa dei dati e l’analisi delle condizioni di salute delle popolazioni che vivono nei territori interessati da contaminazioni assumerebbero un ruolo centrale nelle politiche di prevenzione.
L’ex clinica di Sibari come possibile polo scientifico e sanitario
Tra le ipotesi indicate dal movimento c’è anche il recupero dell’ex clinica “Madonna delle Grazie” di Sibari, che potrebbe essere riconvertita in una struttura dedicata alla ricerca epidemiologica e oncologica, alla diagnostica precoce e alla prevenzione. L’idea è trasformare un immobile oggi inutilizzato in un polo moderno, collegato alle reti universitarie e ospedaliere, capace di integrare attività scientifiche e servizi sanitari specializzati. Per ArticoloVENTUNO, la rifunzionalizzazione dell’edificio potrebbe rappresentare un’opportunità per valorizzare una struttura esistente e, allo stesso tempo, dotare il territorio di nuove competenze e strumenti per affrontare le criticità ambientali e sanitarie.
Finanziamenti e mobilità sanitaria: la questione delle risorse
Il movimento richiama infine il tema della sostenibilità economica del progetto. Nel comunicato viene evidenziata la possibilità di ricorrere a fondi e strumenti di finanziamento destinati agli interventi nei Siti di Interesse Nazionale, da valutare in relazione ai requisiti e alle finalità dei singoli programmi. ArticoloVENTUNO collega la proposta anche al problema della mobilità sanitaria passiva, ossia il ricorso dei cittadini calabresi a strutture di altre regioni per ricevere cure. Secondo il movimento, rafforzare ricerca, prevenzione e diagnostica sul territorio potrebbe contribuire a trattenere professionalità qualificate e a ridurre nel tempo la necessità di spostarsi fuori regione.
La posizione espressa è netta: il confronto sul costo di un nuovo centro scientifico dovrebbe tenere conto anche delle conseguenze economiche e sociali legate alla mancanza di servizi e strutture specializzate. Per ArticoloVENTUNO, la priorità è dunque costruire una strategia che unisca bonifiche ambientali, monitoraggio epidemiologico e potenziamento della sanità, restituendo a Cassano all’Ionio un ruolo centrale nelle politiche di tutela della salute e del territorio.














