Tensione e forte determinazione questa mattina presso la Cittadella Regionale di Catanzaro, dove un centinaio di Operatori Socio-Sanitari (O.S.S.) ha dato vita a una manifestazione di protesta per accendere i riflettori sulla condizione di stallo che vive il comparto. La mobilitazione ha visto protagonisti i lavoratori risultati idonei nella graduatoria a tempo determinato dell’ex azienda ospedaliera Materdomini, oggi confluita nell’AOU Dulbecco.
A seguito del presidio, una delegazione di precari accompagnata dai rappresentanti della USB Federazione del Sociale Calabria è stata ricevuta dal dirigente del settore 4 del Dipartimento Tutela della Salute della Regione. Nel corso del colloquio sono state analizzate le criticità legislative e politiche che continuano ad alimentare il bacino del precariato sanitario in Calabria, impedendo lo sblocco di risorse umane fondamentali per la tenuta dei presidi ospedalieri.
Al termine del tavolo istituzionale, le parti hanno concordato una serie di impegni operativi che dovranno ora essere recepiti ed eseguiti da Azienda Zero, l’ente regionale guidato dal dottor Giuseppe Miserendino preposto al coordinamento delle assunzioni.
Il paradosso di Catanzaro: 180 posti scoperti e organici falsati
L’analisi del sindacato evidenzia una profonda contraddizione nell’organizzazione della sanità sul territorio provinciale. Soltanto nell’area catanzarese è prevista a breve l’inaugurazione di tredici Case della Comunità e cinque nuovi ospedali, strutture che necessiteranno di un’imponente dotazione di personale d’assistenza per poter funzionare a pieno regime.
A questa programmazione futura si contrappone tuttavia una grave emergenza già in atto: negli ospedali del capoluogo mancano attualmente circa 180 operatori socio-sanitari. Una scopertura sul campo aggravata da un utilizzo distorto del personale in organico, poiché diverse unità assegnate all’assistenza svolgono nei fatti mansioni di natura amministrativa, falsando l’effettiva disponibilità delle piante organiche.
“Questo dato non permette di garantire condizioni di lavoro adeguate alle risorse in corsia, né di assumere nuove figure in numero congruo poiché la pianta organica risulta falsata. In sintesi, le corsie sono vuote e, spesso, gli uffici sono colmi. Mentre i precari aspettano”.
Le richieste della USB: chiamate immediate e stop ai trasferimenti
Di fronte a reparti sguarniti e liste di idonei bloccate dalla burocrazia, la USB Federazione del Sociale Calabria ha confermato l’intenzione di mantenere la massima vigilanza sull’operato delle istituzioni regionali. L’obiettivo immediato è sollecitare l’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro affinché proceda senza indugio allo scorrimento delle graduatorie a tempo determinato, dando seguito alle manifestazioni di disponibilità già acquisite.
La richiesta del sindacato mira a massimizzare i contratti nei presidi in cui la carenza di organico pregiudica la qualità dei servizi e aggrava il carico di lavoro del personale in servizio, fermando la fuga dei professionisti calabresi verso altre regioni.
“La Calabria merita che le sue expertise vivano qui e in maniera dignitosa. Basta con l’emigrazione dei nostri professionisti”.
Bruno: l’impegno in Commissione per sbloccare le assunzioni
Nel corso del presidio promosso davanti alla Cittadella regionale a Catanzaro, il consigliere Enzo Bruno ha ribadito la necessità di accelerare l’immissione in servizio del personale sanitario, confermando la volontà di rispondere alla grave carenza d’organico negli ospedali e nelle nuove Case di comunità. In vista dell’esame della proposta di legge n. 65/13 in Prima Commissione consiliare, l’esponente politico ha illustrato le modifiche elaborate insieme al Partito Democratico con il firmatario Giuseppe Ranuccio per correggere il testo della maggioranza. “Abbiamo presentato correzioni che rafforzano la possibilità di scorrimento delle graduatorie”. L’iniziativa punta a superare l’attuale stallo burocratico e a garantire tutela sia agli idonei inseriti negli elenchi ufficiali, sia al bacino dei precari. “Se la legge sarà portata avanti, siamo disponibili a ragionare insieme e individuare la soluzione migliore nell’interesse dei lavoratori e delle lavoratrici”.













