3 Ottobre 2026
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Siderno, pestato e ripreso come uno spettacolo: una citta’ aperta non puo’ lasciare solo quel ragazzo

Anche a chi guarda e condivide va insegnato che dietro lo schermo rimane una persona, con una vita che continua quando il telefono viene spento

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Rilanciare il video di un ragazzo aggredito può prolungarne l’umiliazione e trasformare il dolore in intrattenimento. Il pestaggio di un adolescente di origine indiana sul corso della Repubblica, a Siderno, mentre altri giovanissimi riprendevano la scena poi diffusa sui social, mette davanti a una responsabilità che dura molto più di un filmato.

La sindaca, Mariateresa Fragomeni, ha condannato energicamente l’accaduto e richiamato famiglie, scuola e agenzie educative a uno sforzo comune; gli autori dell’aggressione, secondo le notizie diffuse, sono stati identificati. Agli accertamenti spetta ricostruire responsabilità e moventi, alla comunità il compito immediato di far sentire al ragazzo e alla sua famiglia una vicinanza concreta, capace di continuare quando l’attenzione della cronaca sarà altrove.

Vocazione aperta e tollerante

La vocazione aperta e tollerante di Siderno merita una risposta all’altezza della propria storia di convivenza, perché difendere il buon nome di una città significa anzitutto difendere chi vi vive. Il primo pensiero deve andare alla possibilità, per quell’adolescente, di tornare a percorrere le stesse strade senza paura e senza sentirsi ancora esposto allo sguardo di chi ha visto il video.

Nella Locride la comunità indiana ha costruito negli anni un radicamento fatto di lavoro, relazioni e partecipazione, di tradizioni mantenute vive e condivise con la popolazione locale, come nelle celebrazioni Sikh a Locri. È un’integrazione concreta, cresciuta nell’incontro quotidiano, e ha anche un peso economico che merita di essere riconosciuto: il contributo dei lavoratori indiani alle aziende agricole e alle coltivazioni del comprensorio è diventato un pilastro dell’economia rurale locale. Dentro questa presenza ci sono persone e famiglie che hanno intrecciato il proprio futuro con quello di questa terra.

Il diritto alla sicurezza degli adolescenti

Riconoscere quel contributo comporta però una precisione essenziale: il rispetto non è il premio per chi lavora abbastanza o si rende utile. Un adolescente ha diritto alla sicurezza, alla dignità e alla libertà di vivere la propria città indipendentemente dalla sua origine e dall’occupazione dei suoi genitori; l’integrazione diventa piena quando questa appartenenza viene riconosciuta anche nei momenti più difficili.

Oltre il video

Occorrono sostegno al ragazzo, tutela della sua riservatezza e percorsi educativi seri per i giovani coinvolti, insieme a luoghi e occasioni in cui gli adulti possano ascoltare, riconoscere le prepotenze e intervenire prima che diventino violenza. Anche a chi guarda e condivide va insegnato che dietro lo schermo rimane una persona, con una vita che continua quando il telefono viene spento. La convivenza si coltiva per anni e può essere ferita in pochi secondi. Siderno ha il compito di far durare la propria risposta molto più di quel video.

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