17 Agosto 2026
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Strage di Amendolara, arrivano i parenti dei braccianti uccisi: l’addio in piazza davanti a un intero territorio in lutto

Le salme saranno consegnate alle famiglie dopo l’autopsia. Funerali con rito islamico e controlli serrati contro il caporalato nella Piana di Sibari

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Dovrebbero arrivare nei primi giorni della prossima settimana i familiari dei quattro migranti morti nel rogo dell’auto alla stazione di servizio Ip sulla Statale 106 jonica, ad Amendolara. Sono stati rintracciati in Pakistan e in Afghanistan e giungeranno in Calabria per il riconoscimento delle salme e per l’ultimo saluto ai loro cari.

Le vittime sono Ullah Ismat Qiemi, 19 anni, Waseem Khan, 29 anni, Amin Fazal Khogjani, 28 anni, e Safi Iayjad, 27 anni. Quattro braccianti agricoli che viaggiavano sulla Fiat Ulysse con cui andavano a lavorare nei campi. Per il loro assassinio sono stati fermati i pachistani Safeer Ahmed e Ali Raza, accusati di omicidio plurimo aggravato e sequestro di persona. I due si trovano nel carcere di contrada Petrosa, a Castrovillari.

Funerali con rito islamico e lutto nell’Alto Jonio

Dopo l’autopsia eseguita all’ospedale “Nicola Giannettasio” di Corigliano Rossano, le salme saranno consegnate alle famiglie nell’obitorio del cimitero di Amendolara. I funerali, con rito islamico, dovrebbero svolgersi in piazza Giovanni XXIII, nel centro della cittadina jonica.

Alla cerimonia sono attesi la sindaca Maria Rita Acciardi, amministratori del comprensorio, rappresentanti della politica regionale e provinciale, sindacati, volontariato, associazionismo e terzo settore. Sarà presente anche il vicepresidente della Cei e vescovo della diocesi di Cassano all’Jonio, monsignor Francesco Savino, da sempre vicino ai migranti e alla difesa dei loro diritti.

Nel giorno delle esequie sarà proclamato il lutto cittadino in tutti i Comuni dell’Alto Jonio cosentino.

La Regione coprirà tutte le spese

La Regione Calabria, attraverso il presidente Roberto Occhiuto, ha annunciato che coprirà le spese per il viaggio dei familiari delle vittime e per il successivo rimpatrio delle salme. Dopo la cerimonia, le quattro bare dovrebbero raggiungere l’aeroporto di Fiumicino, per poi essere riportate nei Paesi d’origine.

I quattro operai avevano lasciato Pakistan e Afghanistan per cercare in Italia un futuro migliore. Prima la Sardegna, poi la Calabria, attraverso i progetti di accoglienza dei Cas. In Calabria hanno trovato lavoro nei campi. E, alla fine, una morte atroce.

Controlli anti caporalato nella Piana di Sibari

Intanto, nella Piana di Sibari, è scattata una massiccia operazione anti caporalato. Sotto la lente dei Carabinieri sono finiti lavoratori e imprese agricole nei territori di Corigliano Rossano, Cassano all’Ionio e Villapiana.

I controlli hanno riguardato la regolarità dei rapporti di lavoro, la posizione dei lavoratori stranieri, le condizioni di trasporto e la documentazione necessaria per la permanenza sul territorio nazionale. In un caso, nei confronti di un cittadino extracomunitario, è stato notificato l’ordine del questore di Cosenza di lasciare l’Italia entro sette giorni.

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