24 Agosto 2026
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Facciolla resta Procuratore di Castrovillari: il Consiglio di Stato conferma lo stop alla delibera del Csm

Respinto l'appello del Ministero della Giustizia e del Consiglio superiore della Magistratura. Nel 2025 il magistrato era stato assolto dalle accuse di corruzione e falso

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Il Consiglio di Stato ha confermato la decisione del Tar del Lazio che aveva annullato la delibera con cui il Consiglio superiore della magistratura (Csm) aveva negato a Eugenio Facciolla la conferma nell’incarico di Procuratore della Repubblica di Castrovillari. Una pronuncia che chiude, almeno sul piano amministrativo, una vicenda giudiziaria e istituzionale particolarmente complessa.

Il Consiglio di Stato conferma la decisione del Tar

Con una sentenza pubblicata oggi, i giudici di Palazzo Spada hanno respinto l’appello presentato dal Ministero della Giustizia e dal Csm contro la pronuncia del Tar del Lazio, che nel febbraio scorso aveva già annullato la decisione dell’organo di autogoverno della magistratura. Al centro della vicenda c’è la delibera adottata dal Csm nel febbraio 2023, con la quale era stata negata a Facciolla la conferma alla guida della Procura di Castrovillari.

Le contestazioni alla base della decisione del Csm

La decisione del Csm era stata motivata con la presunta assenza delle “imprescindibili condizioni di indipendenza ed equilibrio” richieste per l’incarico. Secondo la ricostruzione riportata nella sentenza del Consiglio di Stato, il giudizio era legato a condotte ritenute di rilievo penale e disciplinare, definite all’epoca “gravi” e “scorrette”.

Tra gli elementi contestati figuravano l’inserimento negli atti di un fascicolo d’indagine di un’annotazione di polizia giudiziaria ritenuta falsa o anomala e il compimento di atti considerati idonei a screditare magistrati in servizio presso un altro ufficio requirente.

L’assoluzione di Facciolla nel processo penale

Un passaggio determinante nella vicenda è arrivato il 18 luglio 2025, quando il Tribunale di Salerno ha assolto Facciolla dalle accuse di corruzione e falso. Proprio l’esito del procedimento penale è stato considerato dal Tar del Lazio nel momento in cui ha deciso di annullare la delibera del Csm. Contro quella pronuncia avevano successivamente fatto ricorso in appello sia il Ministero della Giustizia sia il Consiglio superiore della Magistratura.

Il Consiglio di Stato ha però ritenuto infondate le censure presentate contro la decisione del Tar.

La motivazione dei giudici di Palazzo Spada

Nella sentenza, il Consiglio di Stato ha sottolineato i limiti entro i quali il Csm può esercitare la propria discrezionalità nella valutazione amministrativa. Secondo i giudici, l’autonomia decisionale riconosciuta al Consiglio superiore della Magistratura “incontra un limite ontologico nell’esistenza dei fatti medesimi”.

In sostanza, qualora i fatti utilizzati come presupposto della valutazione non risultino confermati o siano stati smentiti, non sarebbe possibile mantenerne la validità ai fini della decisione amministrativa. Da qui la conclusione del Consiglio di Stato: la valutazione discrezionale del Csm può essere annullata quando risulta fondata su fatti non confermati dalla realtà materiale.

La sentenza conferma quindi l’annullamento della delibera che aveva negato a Facciolla la conferma alla guida della Procura di Castrovillari.

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