7 Settembre 2026
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Un cuore calabrese salva la vita a una 19enne messicana: la rinascita di Regina dopo l’incubo in vacanza

La studentessa di Medicina è stata colpita da un infarto mentre nuotava in Liguria. L'intervento da record alle Molinette di Torino ridà la speranza a lei e alla sua famiglia.

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“Mi avete donato una seconda vita” dichiara commossa Regina, la 19enne messicana pronta a lasciarsi alle spalle le corsie d’ospedale di Torino per rientrare nella sua Monterrey.
Iscritta al primo anno di Medicina, la giovane ha visto la propria esistenza appesa a un filo durante una vacanza estiva nelle acque delle Cinque Terre, dove è stata improvvisamente colpita da un grave infarto.
A distanza di settimane da quel drammatico malore, a salvarle la vita è stato un trapianto d’urgenza reso possibile dalla generosità e dalla tempestività dei servizi sanitari calabresi, da cui è giunto l’organo compatibile.
Il prezioso carico ha viaggiato lungo la penisola fino all’ospedale Molinette di Torino, ponendo fine a un’angosciosa attesa durata ben due settimane per la ragazza e per i suoi genitori, giunti dal Messico per assisterla.

L’emozione in corsia e l’esito del delicato intervento chirurgico

La notizia dell’individuazione del donatore in terra calabrese ha segnato il momento della svolta per la famiglia della giovane.
“È stata un’emozione fortissima comunicare alla paziente e ai suoi genitori che era stato trovato il cuore. Un pianto liberatorio, da parte sua e dei suoi genitori. In quelle lacrime c’erano la paura di tutti i giorni precedenti e la speranza che per la prima volta diventava concreta”, dichiara il professor Massimo Boffini, tra i medici che hanno seguito passo dopo passo la vicenda.
L’operazione, durata complessivamente circa otto ore, è stata eseguita dall’equipe guidata dal professor Mauro Rinaldi, direttore della Cardiochirurgia della struttura torinese, affiancato dallo stesso Boffini, dal professor Antonino Loforte e dall’anestesista Alberto Orsello. Un intervento ad alta complessità tecnica che ha restituito un futuro a una giovane vita che pareva ormai compromessa.
“Ho eseguito centinaia di trapianti di cuore, ma questo in particolare è stato veramente emozionante: vedere battere il cuore nuovo nel torace della giovane paziente significava restituirle la vita a migliaia di chilometri di distanza da casa e ridare serenità ai suoi genitori”, aggiunge il professor Rinaldi.

Il ritorno a casa e la speranza dopo tre settimane di degenza

A tre settimane dal delicato passaggio in sala operatoria e dopo un costante monitoraggio post-operatorio, il quadro clinico della diciannovenne si è stabilizzato al punto da consentirne le dimissioni e il programmato rientro in America Latina.
“Un vero miracolo della vita” dichiara Livio Tranchida, direttore generale dell’azienda sanitaria Città della Salute.
Per la giovane futura dottoressa, quella che doveva essere una semplice spensierata parentesi turistica in Italia si trasforma così nel ricordo di una catena della solidarietà perfettamente riuscita, il cui battito fondamentale è partito proprio dalla Calabria.

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