Un sequestro eccezionale sventa una potenziale falla nei sistemi di sicurezza interni del carcere di Rossano. Nel corso della mattinata odierna, all’interno della Casa Circondariale cosentina, un’operazione condotta dalla Polizia Penitenziaria ha portato al rinvenimento e al sequestro di ben 36 apparecchi di telefonia mobile, abilmente confezionati e nascosti all’interno di un’area tecnica dell’istituto.
La scoperta nel vano ascensore e l’intervento della Polizia Penitenziaria
L’individuazione dei dispositivi è avvenuta in modo del tutto fortuito durante un intervento di manutenzione ordinaria. Il materiale illecito era stato occultato nella colonna del vuoto dell’ascensore di servizio utilizzato per la risalita dei carrelli destinati al trasporto del vitto per i reclusi. Un tecnico esterno, accortosi della presenza del carico anomalo all’interno del vano logistico, ha immediatamente lanciato l’allarme avvisando il personale di Polizia Penitenziaria di turno, che è intervenuto per mettere sotto sequestro l’intero deposito clandestino.
La nota del sindacato Consipe: il plauso agli agenti e le criticità strutturali
Sulla brillante operazione è arrivata la presa di posizione della Segreteria Regionale Calabria del Consipe (Confederazione Sindacati Penitenziari), che ha espresso profondo compiacimento per la prontezza e la professionalità dimostrate dal personale in servizio, evidenziando come l’episodio confermi l’elevata complessità della gestione della sicurezza negli istituti penitenziari.
“A tutto il personale intervenuto, che quotidianamente opera in condizioni di estrema difficoltà, con carenze organiche ormai croniche e con strumentazioni tecnologiche non più adeguate alla complessità del fenomeno dell’introduzione illecita di materiale non consentito, va il nostro più sentito plauso e il più sincero ringraziamento per lo spirito di abnegazione, il senso del dovere e la specchiata professionalità”, sottolinea la nota del sindacato, ribadendo l’urgenza di dotare gli agenti di strumenti e risorse adeguate per contrastare l’ingresso di oggetti non autorizzati negli spazi detentivi.












