20 Agosto 2026
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West Nile, casi più che raddoppiati in due settimane. Il virus circola anche in Calabria: come proteggersi dalle zanzare

Il nuovo bollettino dell’Istituto superiore di sanità registra 312 infezioni e 13 decessi in Italia. Un caso attribuito alla provincia di Cosenza: ecco quali sono i sintomi e cosa fare

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Non è il momento degli allarmismi, ma neppure quello di sottovalutare il fenomeno. Il virus West Nile circola ormai stabilmente in gran parte dell’Italia e ha raggiunto anche la Calabria. Proprio oggi, 20 agosto, nella Giornata mondiale della zanzara, l’Istituto superiore di sanità ha pubblicato il nuovo bollettino della sorveglianza nazionale con dati aggiornati al 19 agosto. Dall’inizio della stagione sono stati segnalati 312 casi confermati di infezione da West Nile, contro i 226 del precedente rapporto e i 141 registrati al 5 agosto. In appena due settimane, dunque, il numero delle infezioni accertate è più che raddoppiato.

Tredici decessi e 156 forme neuro-invasive

Dei 312 casi complessivi, 156 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva, quella che può provocare meningite, encefalite e altre gravi complicazioni neurologiche. Altri 115 pazienti hanno sviluppato la febbre West Nile, mentre 40 infezioni asintomatiche sono state individuate attraverso gli accertamenti effettuati sui donatori di sangue. I decessi notificati sono 13, uno dei quali relativo a un’infezione importata. Secondo l’Iss, la letalità calcolata sulle forme neuro-invasive confermate è del 7,7%, inferiore al 13,9% registrato nello stesso periodo del 2025.

La circolazione del virus è stata dimostrata in 60 province appartenenti a 16 regioni, tra le quali figura anche la Calabria. La tabella nazionale attribuisce alla regione un caso confermato nella provincia di Cosenza. Il monitoraggio non riguarda soltanto le persone contagiate, ma anche le positività individuate nelle zanzare, negli uccelli e negli altri animali coinvolti nel ciclo di trasmissione.

Il precedente caso segnalato a Borgia

Nel luglio scorso l’Asp di Catanzaro aveva comunicato la positività di una giovane donna residente a Borgia, ricoverata dopo aver accusato febbre, mal di testa e difficoltà respiratorie. Le sue condizioni erano state successivamente definite in miglioramento. In seguito alla segnalazione erano state predisposte operazioni straordinarie di disinfestazione, l’installazione di trappole e il monitoraggio delle zanzare. Il direttore sanitario dell’Asp, Antonio Gallucci, aveva parlato di un rischio “molto basso”, sottolineando però la necessità di mantenere al massimo il livello di attenzione. Il nuovo prospetto dell’Iss classifica i casi in base alla provincia di esposizione e attribuisce attualmente un solo caso calabrese al Cosentino: una differenza che potrà essere chiarita dai successivi aggiornamenti della sorveglianza.

Come si trasmette il virus

Il West Nile viene trasmesso principalmente attraverso la puntura delle zanzare comuni del genere Culex, particolarmente attive dal tramonto all’alba. Gli uccelli selvatici rappresentano il principale serbatoio del virus, mentre l’uomo e il cavallo sono considerati ospiti occasionali.

L’infezione non si trasmette da persona a persona attraverso il contatto con un soggetto positivo. Soltanto in circostanze molto rare la trasmissione può avvenire mediante trasfusioni, trapianti o dalla madre al feto durante la gravidanza. Per questa ragione sono attivi controlli specifici sui donatori di sangue, organi e tessuti.

I sintomi ai quali prestare attenzione

La maggioranza delle persone contagiate non manifesta alcun sintomo. Nei casi sintomatici possono comparire febbre, mal di testa, nausea, vomito, dolori muscolari, linfonodi ingrossati, arrossamento degli occhi e sfoghi cutanei. Il periodo di incubazione varia generalmente da due a 14 giorni, ma nei soggetti immunodepressi può arrivare fino a 21 giorni.

Le manifestazioni più gravi interessano meno dell’1% delle persone infette e colpiscono soprattutto anziani, pazienti fragili e persone con difese immunitarie compromesse. I segnali da non ignorare sono febbre molto alta, forte mal di testa, disorientamento, debolezza muscolare, tremori, disturbi della vista, convulsioni, torpore e difficoltà nei movimenti. In presenza di questi sintomi è necessario rivolgersi rapidamente al medico o ai servizi sanitari.

Come proteggersi dalle punture

Al momento non esistono un vaccino né una terapia specifica contro la West Nile. La prevenzione consiste quindi nel ridurre il più possibile l’esposizione alle punture e nell’impedire alle zanzare di riprodursi. L’Iss raccomanda di utilizzare repellenti, indossare pantaloni lunghi e indumenti a maniche lunghe soprattutto nelle ore serali, installare zanzariere e svuotare frequentemente sottovasi, secchi e qualsiasi recipiente contenente acqua stagnante. È importante cambiare spesso l’acqua nelle ciotole degli animali, coprire cisterne e contenitori e trattare correttamente i tombini. Sono proprio i piccoli ristagni presenti nei cortili, sui balconi e nei giardini a diventare spesso il luogo ideale per la proliferazione delle zanzare.

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