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6 Marzo 2026
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Marisa Manzini premiata al Festival IusArtelibri: “Il coraggio di Rosa” conquista il ‘Ponte della legalità’

Il sostituto Procuratore generale di Catanzaro tra i vincitori della XVI edizione del Premio. Riconoscimento al libro che racconta la scelta di una donna contro la ’ndrangheta. Attestato al valore civile della narrazione giudiziaria

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Un nuovo passaggio pubblico nel percorso professionale e letterario di Marisa Manzini. Il Sostituto Procuratore Generale di Catanzaro è tra i vincitori della sedicesima edizione del Festival IusArtelibri – Premio “Il Ponte della Legalità”, rassegna che mette in dialogo diritto e produzione culturale.

La giuria ha scelto di assegnare il riconoscimento al volume Il coraggio di Rosa, pubblicato da Rubbettino, per la sua capacità di trasformare un’esperienza giudiziaria in racconto civile. Al centro del libro, la vicenda autentica di una donna che ha deciso di opporsi alla ‘ndrangheta, scegliendo di collaborare con lo Stato nonostante il peso dei legami familiari.

Un libro che nasce dall’esperienza sul campo

Nel testo premiato, Manzini ricostruisce una storia di rottura e responsabilità. La protagonista, cresciuta in un contesto ad alta densità mafiosa, attraversa un percorso che la conduce a spezzare il vincolo con le cosche. Non un’agiografia, ma una narrazione che insiste sui meccanismi di controllo, sulle pressioni ambientali, sulle paure quotidiane che accompagnano chi decide di collaborare con la giustizia.

La forza del libro sta nella scelta di uno sguardo interno: la dimensione privata diventa chiave per comprendere il funzionamento delle strutture criminali. L’esperienza maturata dall’autrice in anni di indagini contro la criminalità organizzata calabrese si traduce in una scrittura che punta a raggiungere un pubblico ampio, con particolare attenzione alle nuove generazioni.

Le parole dell’autrice

Durante la cerimonia della sedicesima edizione del Festival IusArtelibri, Manzini ha sottolineato il valore simbolico della vicenda narrata. “Rosa non è solo una protagonista letteraria, è il simbolo di una Calabria che non si piega. Scrivere questa storia è stato un atto di testimonianza necessario”, ha dichiarato nel corso della manifestazione, come riportato dagli organizzatori del premio.

Un’affermazione che riassume il senso dell’opera: la scrittura come strumento di testimonianza, non separata dall’attività istituzionale ma complementare ad essa.

Magistratura e divulgazione

Oltre all’impegno nelle aule giudiziarie, Marisa Manzini è attiva da tempo in iniziative pubbliche dedicate alla educazione alla legalità. Incontri con studenti, seminari universitari, momenti di confronto nei territori più esposti alla presenza mafiosa: la scrittura si inserisce in questo percorso come ulteriore mezzo di sensibilizzazione.

Il Premio “Il Ponte della Legalità” riconosce proprio questa intersezione tra diritto e cultura. Nel caso di “Il coraggio di Rosa”, la giuria ha valorizzato la capacità di tradurre un’esperienza giudiziaria in racconto accessibile, mantenendo rigore e attenzione ai fatti.

Il riconoscimento si inserisce così nel percorso professionale di un magistrato impegnato da anni nel contrasto alle organizzazioni criminali, confermando l’interesse del mondo culturale verso opere che affrontano, con strumenti narrativi, temi di rilevanza civile.

 

 

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