Il nome può trarre facilmente in inganno. San Gregorio d’Ippona sembra indicare un santo originario dell’antica città africana resa celebre da Sant’Agostino. Ma non è così. Non esiste, almeno in questa storia, un “Gregorio di Ippona”. Il toponimo del comune vibonese è formato da due parti nate in momenti differenti: San Gregorio richiama Papa Gregorio Magno, mentre Ippona deriva da Hipponion, il nome greco dell’antica Vibo Valentia. Due epoche lontanissime, il Medioevo cristiano e la Magna Grecia, si incontrano così nella denominazione di un unico paese.
Il San Gregorio del nome è Gregorio Magno
Il santo al quale viene tradizionalmente collegato il paese è San Gregorio Magno, uno dei quattro grandi dottori della Chiesa d’Occidente insieme ad Ambrogio, Girolamo e Agostino. Nato a Roma intorno al 540 in una famiglia patrizia, Gregorio intraprese inizialmente una carriera amministrativa e politica, arrivando a ricoprire la carica di prefetto della città. Decise poi di abbandonare la vita pubblica, distribuire parte delle proprie ricchezze ai poveri e trasformare la casa di famiglia sul Celio in un monastero dedicato a Sant’Andrea.
Alla morte di Papa Pelagio II, nel 590, venne scelto come suo successore. Gregorio avrebbe preferito continuare la propria vita monastica, ma dovette assumere la guida della Chiesa in un periodo drammatico, segnato dalle invasioni longobarde, dalle carestie, dalle inondazioni e dalla peste. Riorganizzò l’amministrazione pontificia, sostenne i poveri, promosse missioni di evangelizzazione e avviò una profonda opera di riforma ecclesiastica. A lui è legata anche la tradizione del canto gregoriano. Morì a Roma il 12 marzo del 604. La Chiesa cattolica lo ricorda il 3 settembre, giorno al quale è associato l’inizio del suo pontificato.
Il monastero benedettino che avrebbe dato il nome al paese
Per comprendere perché un piccolo centro calabrese porti il nome di questo pontefice bisogna tornare indietro di molti secoli. Secondo la ricostruzione storica tramandata localmente, prima dell’anno Mille nella zona chiamata Abbadia, nei pressi dell’attuale via Fontana Vecchia, sarebbe esistito un convento o insediamento monastico benedettino. Proprio in quel luogo sarebbe stato venerato San Gregorio Magno, figura particolarmente importante per il monachesimo occidentale. Da quella presenza religiosa sarebbe derivata la denominazione originaria dell’abitato: San Gregorio. È opportuno usare il condizionale, perché l’esistenza e la precisa collocazione del monastero non sono accompagnate da una documentazione completa arrivata fino ai nostri giorni. La tradizione è tuttavia coerente con la profonda influenza esercitata in Calabria, tra l’età bizantina e quella normanna, da monasteri e comunità religiose. Il legame con Gregorio Magno è testimoniato anche dalla chiesa parrocchiale del paese, intitolata proprio al pontefice.
“D’Ippona” non indica il santo
La seconda parte del nome non riguarda invece Gregorio. Ippona deriva da Hipponion, il nome con cui in epoca greca era conosciuta l’odierna Vibo Valentia. Hipponion venne fondata dai Locresi sul versante tirrenico della Calabria e diventò uno dei centri più importanti dell’area. Dopo la conquista romana assunse il nome di Vibo Valentia, mentre nei secoli successivi la città fu chiamata Monteleone.
San Gregorio si sviluppò all’interno di questo territorio e rimase per lungo tempo legato amministrativamente a Monteleone. Fu uno dei suoi casali e ne condivise buona parte delle vicende politiche, economiche e feudali. L’aggiunta “d’Ippona” servì quindi a richiamare la collocazione storica del paese nell’area dell’antica Hipponion e a distinguerlo dai molti altri centri italiani chiamati San Gregorio. Non significa, però, che l’attuale abitato sorga esattamente sulla città greca. Hipponion era l’antica Vibo Valentia: il riferimento contenuto nel toponimo è territoriale e storico.
Per secoli si chiamò soltanto San Gregorio
Il paese non ha sempre portato il nome completo che conosciamo oggi. Nei documenti più antichi viene indicato semplicemente come San Gregorio. Durante il periodo napoleonico e la riorganizzazione amministrativa del Regno di Napoli, il centro ottenne una propria autonomia comunale. Alla comunità furono legate anche le attuali frazioni di Zammarò e Mezzocasale e, per un periodo, Piscopio. La svolta per il nome arrivò dopo l’Unità d’Italia. Il nuovo Stato si trovò davanti a decine di comuni con denominazioni uguali o molto simili. Per evitare confusioni negli atti amministrativi e nel servizio postale, numerosi paesi furono chiamati ad aggiungere un riferimento geografico o storico. Fu così anche per San Gregorio.
Il Regio decreto del 22 gennaio 1863
Il cambiamento venne disposto con il Regio decreto numero 1140 del 22 gennaio 1863. La denominazione di San Gregorio fu sostituita da quella di San Gregorio d’Ippona. La modifica risulta nell’Atlante storico istituzionale dell’Italia unita e negli archivi del Sistema storico delle amministrazioni territoriali. Anche il catalogo del Ministero della Cultura registra San Gregorio come denominazione anteriore al 1863 e San Gregorio d’Ippona come quella successiva.
Il riferimento a Ippona permise di distinguere il comune calabrese dagli altri San Gregorio presenti nel Paese, ma rappresentò anche una scelta identitaria: il piccolo centro recuperava nel proprio nome la memoria della grande città greca dalla quale il suo territorio era storicamente dipeso. Nello stesso periodo anche Monteleone cambiò denominazione, diventando Monteleone di Calabria. Soltanto nel 1928 la città avrebbe recuperato definitivamente il nome romano di Vibo Valentia.
Il paese tra il monte Poro e la storia di Vibo
San Gregorio d’Ippona sorge su un terrazzamento alle pendici nordorientali del monte Poro, a pochi chilometri da Vibo Valentia. Il suo territorio conserva una prevalente vocazione agricola, legata soprattutto agli uliveti, ma anche tracce della lunga storia religiosa dell’area. Uno dei suoi luoghi più conosciuti è il Santuario di Santa Ruba, dedicato oggi a Maria Santissima della Salute. Sorge tra gli ulivi lungo la strada che collega San Gregorio a Vibo e presenta caratteristiche architettoniche che hanno alimentato diverse ipotesi sulle sue origini. La storia del paese rimane così strettamente intrecciata a quella religiosa e civile del territorio vibonese: i monasteri, i casali di Monteleone, la riorganizzazione napoleonica, l’Unità d’Italia e il richiamo alla Magna Grecia.
Due millenni racchiusi in un nome
La risposta alla domanda iniziale è dunque meno semplice di quanto sembri. San Gregorio d’Ippona non prende il nome da un unico personaggio chiamato Gregorio di Ippona. “San Gregorio” ricorda probabilmente la venerazione per Gregorio Magno, forse coltivata in un antico monastero benedettino. “D’Ippona” richiama invece Hipponion, l’antica Vibo Valentia, e fu aggiunto ufficialmente nel 1863. In poche parole convivono così un papa del VI secolo, una città della Magna Grecia e una decisione amministrativa dell’Italia appena unificata. È la storia nascosta nel nome di un paese che, pur essendo piccolo, custodisce nel proprio toponimo oltre duemila anni di memoria calabrese.












