La nuova edizione della classifica “Global 2000” del Center for World University Rankings (Cwur) evidenzia un arretramento significativo per la maggior parte degli atenei italiani. Secondo i dati, circa il 79% delle università del Paese registra una perdita di posizioni, in un contesto internazionale sempre più competitivo dominato da istituzioni fortemente finanziate. In vetta alla classifica globale si confermano le università statunitensi, con Harvard al primo posto, mentre si registra una crescita progressiva degli atenei cinesi.
Le posizioni degli atenei italiani
Tra le università italiane, la migliore resta la Sapienza Università di Roma, che si colloca al 129° posto mondiale, pur con un arretramento rispetto alla precedente rilevazione. Seguono l’Università degli Studi di Padova, l’Università degli Studi di Milano e l’Università di Bologna, insieme ad altri atenei storici come la Federico II di Napoli, Torino, Firenze, Pisa, Genova e Pavia. Il quadro generale evidenzia un indebolimento diffuso delle performance, soprattutto nei parametri legati alla ricerca scientifica.
I criteri della valutazione
La classifica Cwur analizza oltre 21.000 università nel mondo attraverso quattro indicatori principali: qualità dell’istruzione, occupabilità, qualità del corpo docente e attività di ricerca. Il peso maggiore è attribuito proprio alla ricerca, che incide per il 40% del punteggio complessivo, elemento che secondo gli analisti spiega in larga parte il calo degli atenei italiani.
Calabria presente nella classifica globale
Nel panorama nazionale figurano anche due atenei calabresi nella graduatoria internazionale. L’Università della Calabria si colloca al 779° posto della classifica mondiale, mentre l’Università Magna Graecia di Catanzaro registra una posizione più arretrata (1259) ma comunque all’interno del ranking globale.
Entrambe le università confermano la presenza della Calabria nel sistema universitario internazionale, pur in un contesto di difficoltà generale per il sistema accademico italiano.









