L’escalation dei prezzi dei carburanti sta spingendo il tessuto imprenditoriale italiano oltre il punto di rottura. Le segnalazioni inviate dalle 370.000 imprese associate a Confimprenditori descrivono un quadro sempre più critico, con numerose realtà economiche giunte ormai allo stremo. Per diversi settori produttivi si fa concreto il rischio di dover arrestare del tutto le attività, poiché le attuali condizioni operative rendono impossibile fare impresa in modo sostenibile.
L’urgenza di risposte
“Non si può fare impresa in queste condizioni. La produzione non va in ferie, ma i provvedimenti del Governo restano del tutto inefficaci. Mentre il Parlamento è fermo per la pausa estiva, migliaia di imprese vedono lievitare i costi di trasporto, produzione e distribuzione” dichiara il l presidente di Confimprenditori, Stefano Ruvolo.
La richiesta di misure immediate
Di fronte alla prospettiva di un blocco generalizzato dell’economia, la confederazione richiede l’adozione immediata di interventi normativi. “Servono provvedimenti immediati: chi lavora ogni giorno non può permettersi di aspettare la fine delle ferie. Il rischio concreto è il collasso di interi settori produttivi”.












