Dopo il costo emotivo degli addii arriva quello, molto più concreto, del viaggio di ritorno. Ripartire dalla Calabria può trasformarsi in un salasso, soprattutto per le famiglie che non hanno potuto prenotare con largo anticipo e per chi deve raggiungere le città del Centro e del Nord.
Treni, aerei, autobus e carburante presentano aumenti diffusi. A fotografare la situazione è un’indagine di Federconsumatori Calabria, che ha confrontato le offerte minime per raggiungere la regione nell’estate 2026 con quelle rilevate nel 2024. Il risultato è un conto pesante, al quale si aggiungono pernottamenti, ristorazione, stabilimenti balneari, parcheggi e noleggio dell’auto.
Secondo l’associazione, il solo viaggio può arrivare a incidere per il 23% sul valore base del soggiorno preso in esame. Una percentuale che aiuta a capire perché molti emigrati trascorrano periodi sempre più brevi in Calabria o scelgano di viaggiare in giornate e orari meno richiesti.
Treni più cari fino al 57%
Federconsumatori ha analizzato le offerte per raggiungere Paola, Lamezia Terme e Reggio Calabria partendo da Milano, Torino, Bologna, Firenze e Roma. Il campione è stato costruito prendendo in considerazione una partenza per sabato 8 agosto e confrontando i prezzi con quelli dell’estate 2024.
Per i collegamenti Trenitalia è stato rilevato un aumento medio del 35%, con punte del 57% sulla tratta Bologna-Lamezia Terme, del 54% tra Roma e Reggio Calabria e del 51,9% tra Torino e Paola.
Più articolata la situazione per Italo. Le offerte da Milano, Torino e Bologna sono risultate mediamente inferiori del 5% rispetto al 2024, mentre da Roma si è registrato un aumento medio del 15%, con una punta del 22% sulla tratta per Reggio Calabria. Nel confronto tra le offerte minime dei due vettori, Italo è risultato mediamente più conveniente del 15,9%.
Ma il prezzo non è l’unico problema. Ai rincari si aggiungono ritardi, interruzioni, cancellazioni e disservizi, come quelli che hanno paralizzato la linea tirrenica calabrese dopo i temporali. Viaggiare costa di più, ma non sempre garantisce puntualità e condizioni adeguate.
Voli sopra i 400 euro per una sola tratta
L’aereo non rappresenta necessariamente un’alternativa conveniente. Per un biglietto di sola andata da Milano a Lamezia Terme, l’indagine ha rilevato una tariffa Ita Airways a partire da 401,94 euro, il 37% in più rispetto al 2024. Da Roma a Lamezia il prezzo partiva da 226,05 euro, con un aumento del 34%.
Per volare da Torino a Reggio Calabria servivano almeno 403,25 euro, da Firenze a Reggio 399,81 euro e da Roma a Reggio 316,05 euro. Su alcune tratte erano disponibili esclusivamente soluzioni in classe business, con costi superiori ai 500 euro per la sola andata.
Prezzi più contenuti, ma comunque elevati, con le compagnie low cost. Ryanair proponeva Milano-Lamezia a 218,01 euro e Torino-Lamezia a 222,95 euro. La soluzione più economica individuata sulla tratta Milano-Lamezia era quella di EasyJet, pari a 180 euro.
La disponibilità ridotta dei posti e la concentrazione della domanda nelle settimane centrali di agosto continuano dunque a penalizzare proprio chi torna in Calabria per ricongiungersi alla famiglia.
Anche l’auto diventa un lusso
Per molti calabresi emigrati l’automobile resta una scelta quasi obbligata. Permette di trasportare bagagli, muoversi nei paesi non serviti adeguatamente dai collegamenti pubblici e raggiungere spiagge e località interne. Ma anche questa libertà ha un prezzo.
Nella simulazione di un viaggio tra Milano e Lamezia Terme, Federconsumatori ha calcolato un costo di circa 230 euro, contro i 217 euro del 2024. Al carburante si aggiungono pedaggi, soste, eventuali pernottamenti e parcheggi.
Gli autobus rimangono in generale il mezzo più economico, ma non sono sfuggiti ai rincari. Un viaggio Milano-Lamezia può costare circa 235 euro, contro i 217 euro rilevati due anni prima. Il risparmio deve inoltre essere valutato insieme alla durata del viaggio e al livello di comfort.
A Tropea una settimana può sfiorare i 2.800 euro
L’indagine non si è fermata al costo del viaggio. Federconsumatori ha simulato una settimana di vacanza a Tropea, considerando per una sola persona trasporto, pernottamento, pasti e servizi. La soluzione più economica, con viaggio in autobus e senza auto a noleggio, parcheggio e stabilimento balneare, parte da circa 1.868 euro. Il costo sale a 1.941 euro viaggiando in treno e a 1.983 euro scegliendo l’aereo.
Aggiungendo noleggio dell’auto, parcheggi e lido, il conto raggiunge 2.686 euro per chi arriva con la propria automobile, 2.708 euro per chi sceglie l’autobus, 2.782 euro con il treno e 2.824 euro con l’aereo.
Il solo pernottamento in un bed and breakfast non centrale può costare tra 1.300 e 1.400 euro per sette notti, anche se la spesa naturalmente si riduce viaggiando in coppia o in comitiva.
Vacanze sempre più brevi
“Una vacanza non per tutte le tasche e soprattutto non per tutti i giovani”, è la conclusione di Federconsumatori Calabria. Secondo la presidente Mimma Iannello, l’aumento dei prezzi rischia di accentuare il turismo breve e poco propenso al consumo, riducendo anche i benefici per i territori.
È il paradosso dell’estate calabrese. Le presenze crescono, gli stranieri aumentano e le località più conosciute fanno registrare il pienone. Ma per tanti calabresi che vivono lontano tornare a casa diventa ogni anno più difficile e costoso.
Dopo le valigie, l’ultimo caffè e l’abbraccio davanti al cancello, resta il conto: centinaia di euro per ripartire e affrontare un viaggio che, tra rincari e disservizi, sembra diventato un altro prezzo da pagare per essere emigrati.












