23 Luglio 2026
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Allarme spopolamento: la Calabria tra le regioni più a rischio secondo uno studio della Cgia di Mestre

L’allarme dell'associazione: "Molte aziende, soprattutto quelle di piccole dimensioni, saranno costrette a ridurre gli organici a causa dell’impossibilità di procedere ad assunzioni"

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Una significativa contrazione della popolazione in età lavorativa si profila in Italia nei prossimi dieci anni. Secondo un’analisi dettagliata della Cgia di Mestre, si stima che quasi 3 milioni di persone (precisamente 2.908.000 unità, pari a un preoccupante -7,8%) usciranno dalla fascia demografica tra i 15 e i 64 anni entro il 2035. Un fenomeno che la Cgia definisce un concreto rischio di “spopolamento della coorte anagrafica potenzialmente occupabile”. L’indagine, che ha preso in esame le previsioni di 107 province italiane, evidenzia come questa dinamica demografica possa avere ripercussioni significative sul tessuto economico nazionale. “Molte aziende, in particolare quelle di piccole dimensioni, saranno costrette a ridurre gli organici a causa dell’impossibilità di procedere ad assunzioni” si legge nella nota. Le medie e grandi imprese potrebbero, in linea teorica, risentire meno di questa problematica, ma il quadro generale rimane allarmante.

La Calabria tra le più colpite: calo previsto del 12,1%

A destare particolare preoccupazione è la situazione del Mezzogiorno. Infatti, la metà della perdita di forza lavoro a livello nazionale interesserà proprio le regioni meridionali. In questo scenario critico, la Calabria si posiziona tra le aree più vulnerabili, con una previsione di calo della popolazione in età lavorativa del 12,1%, corrispondente a 139.450 persone in meno entro il 2035. Questo dato colloca la Calabria al quarto posto tra le regioni che subiranno la maggiore contrazione, preceduta solo da Sardegna (-15,1%), Basilicata (-14,8%) e Puglia (-12,7%). Il Molise segue da vicino con un -11,9%.

Un confronto a livello nazionale: chi perde, chi resiste

Se il Sud Italia si trova a fronteggiare una potenziale emorragia di forza lavoro, il Nord sembra destinato a subire un impatto minore. Le regioni che, secondo l’analisi della Cgia, accuseranno meno il colpo sono il Trentino Alto Adige (-3,1%), la Lombardia (-2,9%) e l’Emilia Romagna (-2,8%).

Focus sulle Province: Nuoro maglia nera, Napoli in valore assoluto

Scendendo nel dettaglio provinciale, la flessione più marcata è attesa a Nuoro (-17,9%), seguita da Sud Sardegna (-17,7%), Caltanissetta (-17,6%), Enna (-17,5%) e Potenza (-17,3%). In termini assoluti, la provincia che vedrà la maggiore diminuzione di persone in età lavorativa è Napoli, con ben 236.677 unità in meno. All’estremo opposto, le province meno interessate da questa contrazione demografica sono Bologna (-1,4%), Prato (-1,1%) e Parma (-0,6%). L’allarme lanciato dalla Cgia di Mestre evidenzia l’urgenza di politiche mirate a contrastare il declino demografico e a sostenere il mercato del lavoro, soprattutto nelle regioni come la Calabria che si trovano a fronteggiare sfide particolarmente ardue.

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