Non regge in primo grado l’inchiesta della Dda di Catanzaro per 70 imputati giudicati con rito ordinario nel processo Black Wood, con cui la Procura distrettuale antimafia mira a disarticolare la cosca Ferrazzo con i suoi tentacoli sulla lavorazione della legna nella centrale a Biomasse di Cutro “Serravalle Energy” per la produzione di energia elettrica. Il Tribunale collegiale di Catanzaro, presidente Edoardo D’Ambrosio ha sentenziato, 8 condanne, 55 assoluzioni e 7 non luogo a procedere per intervenuta prescrizione.
Le condanne
I giudici hanno condannato Francesco Ferrazzo di Mesoraca, a 13 anni di reclusione; Mario Donato Ferrazzo di Mesoraca, 18 anni e 6 mesi di reclusione; Francesco Trocino, di Petilia Policastro, 11 anni e 6 mesi di reclusione; Costantino Calaminici, di Petilia Policastro, 10 anni e 6 mesi di reclusione; Pasquale Spadafora, di San Giovanni in Fiore, 6 anni di reclusione; Domenico Vincenzo Nicolazzi, di Petilia Policastro, 3 anni di reclusione; Giuseppe Lamanna, di Petronà, 2 anni di reclusione; Gaspare Caligiuri, di Cerva, 2 anni di reclusione.
Le assoluzioni
Assolti Ernesto Ferrazzo di Mesoraca; Carmine Serravalle, di Mesoraca; Domenico Serravalle (53 anni), di Mesoraca; Domenico Serravalle (51 anni), di Mesoraca; Carmine Serravalle di Mesoraca; Salvatore Serravalle, di Mesoraca; Antonio Spadafora, di San Giovanni in Fiore; Fausta Dovico, di Petilia Policastro; Domenico Aiello, di Petilia Policastro; Giuseppe Greco, di Roccabernarda; Luigi Michele Cavallo, di Mesoraca; Francesco Trani, di Rotonda; Salvatore Riolo, di Crotone; Giovanbattista Barberio, di San Giovanni in Fiore; Antonio Murgia Lopez, di Cotronei; Fiorino Biafora, di Scandale; Mario Rossitto, di San Giovanni in Fiore; Giuseppe Silletta, di San Giovanni in Fiore; Agostino Curia, di Cariati; Giuseppe Laratta, di San Giovanni in Fiore; Giuseppe Lautieri, di Savelli; Giovanni Bitonti, di San Giovanni in Fiore; Carmine Vizza, di Rogliano; Davide Romano, di San Giovanni in Fiore; Giuseppe Basile, di San Giovanni in Fiore; Francesca Tucci, di Acri; Antonio Bianco, di Petilia Policastro; Giuseppe Bianco, di Petilia Policastro; Cesare Garofalo, di Petilia Policastro; Francesco Spataro, di Strongoli; Salvatore Spataro, di Strongoli; Anna Maria Amirato, di Parenti; Mariella Russo, di Strongoli; Michele Santaniello, di Castrovillari; Giuseppe De Vincentis, di Caloveto; Alessandro Veneziano, di Rende; Domenico Leuzzi, di Delianuova; Filippo Leuzzi, di Delianuova;
Gregorio Elia, di Cotronei; Antonio Barberio, di San Giovanni in Fiore; Giancarlo Romano, di Decollatura; Giuseppe Forciniti, di Longobucco; Angelo Castelli, di San Donato Val di Comino; Andrea Astorino, di Crotone; Armando Foresta, di Mesoraca; Giuseppe Mauro, di Roccabernarda; Serravalle Energy; Aida Sacchetta; Pasquale Sacchetta; Barbara Maria Barberio; Andrea Sacchetta; Luigi Sacchetta; Giuseppe Greco; Domenico Serravalle, 53 anni; Antonio Scigliano, di Corigliano Rossano.
Reati prescritti
Il Tribunale Crotone di Crotone ha sentenziato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione nei confronti diMaria Teresa Ferrazzo di Mesoraca; Luca Pepe, di Corigliano Rossano; Salvatore Bianco, di Poggio Marino; Arduino Foresta, di Mesoraca; Stefano Mauro, di Roccabernarda; Mimmo Fontana, di Mesoraca; Giuseppe Grimaldi , di Mesoraca.
Per un altro filone della stessa inchiesta, quello in abbreviato il processo di appello si èdefinito lo scorso mese di febbraio (LEGGI)
Le accuse
Gli imputati si sono dovuti difendere dalle accuse, a vario titolo, di associazione mafiosa, traffico illecito di rifiuti, estorsioni, turbativa d’asta, reati in materia di stupefacenti, concorso esterno in associazione mafiosa. Il clan, secondo la Dda avrebbe turbato appalti, vessato con estorsioni imprenditori e commercianti, gestito le piazze dello spaccio a Mesoraca e Petilia Policastro e, soprattutto, avrebbe avuto imponenti interessi nell’indotto economico costituito dall’area boschiva silana delle province di Crotone e Catanzaro. Tant’è che molti imputati sono titolari di aziende di settore, che operano nel taglio e nella lavorazione del materiale legnoso, che sarebbe stato conferito, successivamente, alle centrali a biomasse, di Cutro e a quelle di Crotone e Strongoli di Biomasse Italia.
I legami tra la ‘ndrangheta di Mesoraca e le altre ‘ndrine calabresi
E’ lungo l’elenco dei collaboratori che hanno descritto la rete di rapporti ed alleanze sul territorio della cosca di Mesoraca con altre consorterie mafiose e che parlano di rapporti diretti con la locale di Cutro diretta da Nicolino Grande Aracri così come anche con la cosca di Petilia Policastro facente capo a Rosario Curcio e con l’articolazione di San Leonardo di Cutro dei Mannolo. Altri rapporti sono stati accertati anche con la locale di Strongoli diretta da Vincenzo Giglio, con la cosca Megna di Papanice e con gli Arena di Isola Capo Rizzuto e ulteriori legami accertati con la cosca federata Sia-Procopio-Tripodi di Soverato e il gruppo dei Mazzagatti nel Reggino. Dati, che attestano, per gli inquirenti, il pieno riconoscimento della locale di Mesoraca all’interno della comunità ‘ndranghetista, con una disponibilità di armi da parte del sodalizio facente capo a Ferrazzo, tale da permettere al gruppo di esercitare un capillare controllo sul territorio.
L’affare nelle risorse boschive e nelle centrali a biomassa
La locale risultata attiva in particolare nel settore dello sfruttamento delle risorse boschive e dei conferimenti di cippato alle centrali a biomassa, tema centrale dell’indagine della Dda che, all’epoca dei fatti, ha portato a 31 arresti e a cinque indagati a piede libero. Una cosca, che ha manifestato anche una forte capacità di ingerenza nel settore degli appalti di lavori pubblici, infiltrando le proprie imprese attraverso subappalti non autorizzati in modo da surrogarsi nella gestione dei lavori alle ditte formalmente aggiudicatrici. Una consorteria dedita al narcotraffico sviluppando una propaggine articolata in grado di commerciare stupefacenti in Italia e all’estero.
Il collegio difensivo
Tra gli avvocati impegnati nel processo compaiono i nomi di Marco Rocca, Aldo Truncè, Gregorio Viscomi, Ugo Bonaccio, Renzo Cavarretta, Luigi Colacino, Salvatore Iannone, Francesco Laratta, Mario Nigro, Pietro Pitari, Marco Rocca, Sergio Rotundo, Salvatore Rossi, Tiziano Saporito, Giovambattista Scordamaglia.











