3 Ottobre 2026
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Carburanti, il price cap supera quota 10mila distributori: oltre metà della rete vende la benzina sotto i 2 euro

Cresce l'adesione al price cap promosso dal Governo e accolto dalle principali compagnie petrolifere. Secondo il Mimit, più di 10mila distributori applicano prezzi calmierati: la benzina scende sotto i 2 euro al litro

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Il price cap sui carburanti supera quota 10mila distributori aderenti e coinvolge ormai oltre la metà della rete nazionale. È quanto emerge dagli ultimi dati diffusi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), aggiornati alle ore 8 di oggi, sabato 3 ottobre, che fotografano una crescente adesione all’iniziativa per contenere il costo di benzina e gasolio.

Oltre il 50% dei distributori sotto la soglia fissata

Secondo il Mimit, il 51,7% degli impianti vende la benzina a meno di 2 euro al litro, mentre il 52,2% propone il gasolio a un prezzo inferiore ai 2,20 euro al litro.

Nel dettaglio, sono 10.413 i distributori che applicano un prezzo della benzina sotto la soglia dei due euro su 20.141 impianti monitorati. Per il gasolio, invece, gli impianti con prezzi inferiori a 2,20 euro sono 10.519 su 20.147 rilevati.

Urso: “Riscontro oltre le aspettative”

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha accolto con soddisfazione i dati diffusi dal dicastero.

“Un riscontro di gran lunga superiore alle previsioni: in pochi giorni il price cap ha superato la metà della rete nazionale”, ha dichiarato.

Secondo il ministro, il risultato “conferma la validità di un modello di responsabilità sociale che può rappresentare un esempio anche in Europa”.

Dal primo sì di Eni all’adesione delle altre compagnie

L’iniziativa era partita con l’adesione di Eni, che aveva accolto l’appello del Governo per contenere il prezzo dei carburanti.

Successivamente hanno aderito anche Ip-Socar, Q8 e Tamoil, contribuendo ad ampliare rapidamente la platea degli impianti coinvolti.

Scende anche il prezzo medio dei carburanti

L’estensione del price cap sta incidendo anche sui prezzi medi praticati lungo la rete stradale italiana.

Secondo i dati del Mimit, il prezzo medio della benzina è sceso a 2,052 euro al litro, mentre quello del gasolio si attesta a 2,247 euro al litro.

L’obiettivo dell’iniziativa resta quello di attenuare gli effetti dei rincari energetici e favorire un contenimento dei costi per automobilisti, famiglie e imprese.

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