26 Agosto 2026
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Caro carburanti, l’allarme di Fedralog: “Autotrasporto calabrese allo stremo, rischio paralisi per il comparto”

La Federazione sollecita l'intervento urgente del Governo e della Regione Calabria di fronte al continuo aumento del prezzo del gasolio.

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La costante ascesa del prezzo del gasolio stritola le imprese dell’autotrasporto e spinge il comparto della logistica in Calabria al limite del collasso finanziario. A lanciare un fermo segnale d’allarme verso le istituzioni nazionali e regionali è Fedralog, la Federazione autotrasporto e logistica, che sollecita un intervento immediato da parte del Governo e della rappresentanza politica calabrese di fronte a un quadro operativo ritenuto ormai del tutto insostenibile per la tenuta del settore.

La pressione sui costi e il rischio di rassegnazione delle imprese

L’incapacità strutturale di scaricare i rincari lungo la filiera commerciale sta progressivamente erodendo le ultime riserve economiche delle aziende di trasporto.

“Ogni giorno – evidenzia la federazione in una nota – assistiamo a nuovi aumenti mentre le imprese continuano a sostenere costi sempre più elevati senza avere la possibilità di trasferirli immediatamente sulla committenza”.

Sulla gravità del momento e sul clima di profonda prostrazione che respira la categoria interviene direttamente Mario Pansini di Fedralog, analizzando la mancanza di mobilitazioni di piazza: “Gli imprenditori dell’autotrasporto sono sfiancati da anni di aumenti, difficoltà e margini sempre più ridotti. Qualcuno si domanda perché gli autotrasportatori non protestino. Forse dovremmo iniziare a preoccuparci proprio di questo. Il rischio è che l’autotrasportatore non abbia più neanche la forza di protestare e finisca per abbandonarsi al proprio destino”.

L’inefficacia delle misure temporanee e il nodo geografico calabrese

Nell’analisi di Fedralog, gli strumenti fiscali e i bonus congiunturali introdotti a livello centrale non riescono a risolvere le criticità di fondo dei trasportatori professionisti, per i quali il meccanismo delle accise presenta dinamiche particolari.

“Per l’autotrasportatore professionale che recupera le accise – prosegue Pansini – la riduzione alla pompa non rappresenta lo stesso vantaggio riconosciuto all’automobilista. Quello che si paga in meno si traduce in un minor recupero domani. Il credito d’imposta sarà sicuramente una boccata d’ossigeno ma non cura un problema strutturale”.

A complicare lo scenario intervengono fattori geografici e demografici che penalizzano in maniera asimmetrica la periferia del Paese. “Tra qualche anno chi guiderà i camion? Stiamo perdendo conducenti e non stiamo creando le condizioni affinché una nuova generazione scelga questa professione. La Calabria rischia di pagare il prezzo più alto per la posizione geografica che impone centinaia di chilometri per raggiungere i principali mercati e nodi logistici nazionali”.

La richiesta di interventi strutturali per la sopravvivenza del settore

La federazione respinge qualsiasi logica fondata sul mero sussidio a pioggia, rivendicando condizioni di mercato e riforme in grado di restituire competitività e prospettiva di crescita alle aziende locali. “Non chiediamo assistenzialismo – conclude Pansini – chiediamo di poter continuare a lavorare e di poter immaginare un futuro per le nostre aziende. Non vogliamo essere tenuti in vita artificialmente passando da un bonus all’altro. Vogliamo tornare nelle condizioni di poter vivere del nostro lavoro”.

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