Il temuto blocco dello Stretto di Messina, inizialmente programmato per la giornata del 1° maggio, è stato ufficialmente sospeso.
La decisione è giunta al termine di un incontro strategico a Catania tra Fabio Micalizzi, presidente della Federazione Armatori Siciliani (Fas), e Gaetano Galvagno, presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana.
L’apertura istituzionale ha convinto i rappresentanti della categoria a congelare la mobilitazione, nata per protestare contro l’insostenibile rincaro dei carburanti che sta mettendo in ginocchio il settore marittimo.
Micalizzi ha espresso soddisfazione per la disponibilità mostrata, definendo il confronto “davvero proficuo” e sottolineando come la mediazione di Galvagno sia stata immediata e concreta.
Fondi e parità di trattamento con gli autotrasportatori
Il fulcro dell’accordo risiede in una futura norma regionale che punta a equiparare gli armatori agli autotrasportatori, garantendo loro tutele simili per affrontare i costi energetici. Secondo quanto riferito dal presidente della Fas, la Regione Sicilia si è impegnata a mettere in campo fondi specifici per coprire le richieste della categoria, con l’obiettivo di fissare un tetto massimo al prezzo del carburante.
“Faranno una norma equiparandoci agli autotrasportatori e metteranno sul piatto dei fondi per arrivare a un tetto massimo al prezzo del carburante“, ha spiegato Micalizzi, confermando che il prossimo 12 maggio si terrà un nuovo incontro tecnico a Palermo per definire i dettagli operativi e legislativi della misura.
Stato di agitazione e alleanza con la Calabria
Nonostante la sospensione del blocco, la tensione resta alta e la mobilitazione non si scioglie del tutto.
Lo stato di agitazione rimarrà infatti in vigore almeno fino al 12 maggio, data cruciale per verificare se le promesse istituzionali si tradurranno in atti reali.
Nel frattempo, la protesta sta assumendo una dimensione interregionale: agli armatori siciliani si sono uniti anche i colleghi calabresi, creando un fronte comune che punta a ottenere lo stesso trattamento dalla Regione Calabria.
Micalizzi ha annunciato la convocazione immediata di un tavolo tecnico con le marinerie calabresi per coordinare le richieste e sollecitare un intervento analogo a quello promesso dal governo siciliano.
Verso i tavoli istituzionali di Roma e delle Prefetture
Il percorso di mediazione non si ferma ai palazzi della politica regionale, ma prosegue con una fitta agenda di incontri istituzionali. Nelle prossime ore sono previsti vertici con i prefetti di Catania, Messina e Palermo per monitorare l’ordine pubblico e la tenuta della categoria.
Inoltre, gli armatori valuteranno la partecipazione all’incontro fissato a Roma con il governo nazionale per il 30 aprile. La prudenza, tuttavia, resta massima: “Solo dopo l’incontro del 12 maggio a Palermo potrò dire se le parole di oggi si sono dimostrate reali”, ha concluso Micalizzi, ribadendo che, in caso di mancati riscontri concreti, la Federazione è pronta a riattivare ogni forma di protesta, incluso il blocco totale dello Stretto.






