Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha ufficialmente dichiarato lo stato di emergenza regionale per 48 comuni calabresi, duramente colpiti dall’ondata di maltempo che ha investito il territorio tra il 16 e il 18 marzo 2026.
La decisione, arrivata con la firma di un apposito decreto, mira a fornire risposte rapide e strumenti amministrativi snelli per far fronte alle criticità emerse a seguito delle piogge torrenziali.
La misura avrà una durata iniziale di sei mesi, con la possibilità di una proroga per un ulteriore semestre, al fine di garantire il completamento degli interventi di messa in sicurezza più urgenti.
Infrastrutture in ginocchio e disagi alla popolazione
Alla base del provvedimento c’è una dettagliata relazione tecnica redatta dal Dipartimento di Protezione Civile, che ha documentato l’entità dei danni subiti dal patrimonio pubblico e privato.
Secondo quanto emerso dai sopralluoghi, le precipitazioni eccezionali “hanno prodotto una diffusa compromissione delle infrastrutture viarie e delle opere di regimazione idraulica”, determinando non solo danni strutturali ma anche “gravi pregiudizi alle normali condizioni di vita” per i cittadini residenti.
Il blocco della viabilità in alcuni punti nevralgici e il cedimento di argini e canali hanno reso indispensabile l’attivazione di procedure d’emergenza per il ripristino della sicurezza territoriale.
La mappa dei centri coinvolti dall’emergenza
L’elenco dei centri inseriti nel decreto comprende realtà sparse su tutto il territorio regionale, confermando la vastità dell’evento atmosferico. I comuni interessati dal provvedimento sono Acquaro, Albidona, Alessandria del Carretto, Amendolara, Arena, Belcastro, Botricello, Caccuri, Calopezzati, Caloveto, Campana, Campo Calabro, Capistrano, Cariati, Cassano allo Ionio, Castroregio, Catanzaro, Cessaniti, Cirò Marina, Corigliano Rossano, Crosia, Curinga, Dinami, Filadelfia, Gasperina, Gerace, Isola di Capo Rizzuto, Lamezia Terme, Locri, Mandatoriccio, Marina di Gioiosa Ionica, Martirano, Mesoraca, Monasterace, Papasidero, Pizzo, Pizzoni, Reggio Calabria, San Giorgio Morgeto, San Nicola da Crissa, San Pietro di Caridà , Santa Caterina dello Ionio, Scala Coeli, Sersale, Sorianello, Strongoli, Terravecchia e Torre di Ruggiero.
Per queste comunità si apre ora una fase di monitoraggio stretto e pianificazione dei lavori necessari a ristabilire la piena funzionalità dei servizi pubblici e della rete stradale.
Un piano d’azione per il ripristino della sicurezza
Il decreto presidenziale non rappresenta solo un atto formale, ma il punto di partenza per lo stanziamento di risorse e l’avvio di cantieri prioritari.
L’obiettivo primario resta la protezione del suolo e la difesa dei centri abitati dai rischi derivanti da una rete idraulica compromessa. Grazie allo stato di emergenza, le amministrazioni locali potranno beneficiare di procedure accelerate per la riparazione di ponti, strade e strutture pubbliche che presentano lesioni o inagibilità .
Si tratta di un passaggio fondamentale per evitare che le fragilità emerse durante lo scorso marzo possano aggravarsi in vista delle future stagioni invernali, garantendo al contempo il ritorno alla normalità per migliaia di calabresi.






