La nascita dell’Agenzia della Mobilità della Calabria (AmCal) rappresenta un passaggio importante per il futuro del trasporto pubblico regionale, ma per la Uil Calabria la riforma avrà valore soltanto se riuscirà a migliorare concretamente la vita dei cittadini. Il sindacato regionale interviene sull’iter della proposta di legge numero 103/2026, promossa dal consigliere regionale Sergio Ferrari, che prevede una nuova organizzazione del settore del trasporto pubblico locale e l’istituzione di AmCal, destinata a raccogliere il ruolo oggi svolto da Art-Cal come unico soggetto di governo del bacino regionale.
“Serve confronto con i sindacati”
La segretaria generale della Uil Calabria, Mariaelena Senese, manifesta interesse verso il progetto, ma richiama la necessità di un coinvolgimento diretto delle parti sociali. “Guardiamo con attenzione a un provvedimento che affronta un problema strutturale della Calabria – afferma Senese – ma non possiamo non rilevare come ancora una volta processi così importanti vengano appresi attraverso gli organi di informazione invece che attraverso un confronto preventivo con il sindacato”.
Secondo la Uil, la creazione di un unico ente regionale potrebbe rappresentare una soluzione alle difficoltà generate dalla frammentazione del sistema, a condizione che vengano garantite risorse adeguate e una programmazione orientata all’equilibrio tra territori.
La sfida è superare la “povertà dei trasporti”
Per il sindacato, il vero banco di prova della riforma sarà la capacità di incidere sulle disuguaglianze nella mobilità. “La governance da sola non basta – sottolinea Senese –. Una riforma è efficace se riesce a dare risposte concrete ai cittadini che oggi vivono una condizione di marginalità”.
La Uil richiama il fenomeno della cosiddetta “povertà dei trasporti”, una situazione che colpisce soprattutto le aree interne della regione, dove l’offerta di collegamenti è più limitata, il parco mezzi risulta spesso datato e molte famiglie sono costrette a fare affidamento su un sistema pubblico poco capillare. Il tema, secondo il sindacato, non riguarda soltanto gli spostamenti quotidiani, ma il diritto di poter raggiungere servizi essenziali come ospedali, scuole e luoghi di lavoro.
Aree interne, tariffe e servizi a chiamata: le richieste della UIL
Guardando alla fase operativa della riforma, la Uil individua alcuni punti prioritari. Tra questi ci sono i Livelli Ottimali delle Prestazioni che AmCal sarà chiamata a definire. Per il sindacato dovranno essere costruiti tenendo conto soprattutto dei territori più fragili, dalle aree interne ai comuni maggiormente esposti allo spopolamento.
Attenzione anche ai servizi a chiamata per le zone a bassa densità abitativa, che secondo la Uil dovrebbero essere accompagnati da programmi chiari, tempi certi e finanziamenti definiti per evitare che rimangano soltanto un obiettivo sulla carta.
Altro nodo centrale è quello dell’equità sociale. L’integrazione tra trasporto ferroviario e gomma, prevista dalla proposta di legge, dovrà essere affiancata da agevolazioni economiche legate alla situazione reddituale delle famiglie, in particolare attraverso strumenti collegati all’Isee.
Art-Cal, occupazione e continuità dei lavoratori
La Uil Calabria pone inoltre l’accento sulla transizione dal vecchio al nuovo sistema e sulla necessità di garantire piena tutela al personale oggi impegnato in Art-Cal. Secondo il sindacato, il passaggio ad AmCal dovrà avvenire salvaguardando occupazione, professionalità, inquadramenti contrattuali e diritti acquisiti.
“La nascita di un nuovo organismo non può aprire nuove vertenze – evidenzia Senese –. La Calabria ha già affrontato situazioni difficili che hanno inciso sulla serenità dei lavoratori e sulla qualità dei servizi”. In questo senso, la Uil chiede che la Commissione Permanente di Dialogo con gli Stakeholder della Mobilità diventi un luogo reale e continuo di confronto con organizzazioni sindacali e rappresentanti del settore.
Fondi per la mobilità sostenibile: “Risorse dove servono davvero”
Tra le richieste avanzate dal sindacato c’è anche l’utilizzo delle risorse del Fondo Sociale per il Clima destinate alla mobilità sostenibile. La Uil invita la Regione a inserirle nella programmazione di AmCal con criteri mirati, privilegiando territori e famiglie maggiormente vulnerabili e non soltanto le aree già dotate di infrastrutture più efficienti.
La posizione finale del sindacato resta comunque improntata alla collaborazione: la riforma viene considerata un’opportunità da cogliere, ma solo attraverso un percorso partecipato e capace di mettere sullo stesso piano le esigenze degli utenti e quelle dei lavoratori.











