6 Settembre 2026
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Vertenza Konecta R, lavoratori in allarme: “L’azienda elude la seconda richiesta del Prefetto, intervengano Occhiuto e il Ministero”

L'avvocato Pitaro denuncia il muro di gomma aziendale ed evoca possibili azioni giudiziarie, sollecitando un'iniziativa decisa da parte delle istituzioni

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Resta altissima la tensione sul futuro occupazionale dei lavoratori di Konecta R, l’azienda nata dalle ceneri dell’ex Abramo. A scatenare la reazione dei dipendenti e del loro legale è l’ennesimo rifiuto della società di fornire chiarimenti dettagliati e trasparenti sulla situazione aziendale e sui piani di rilancio produttivo, eludendo di fatto i solleciti formali inviati dalla Prefettura di Catanzaro. Una condotta ritratta come un vero e proprio sbarramento informativo che lascia centinaia di famiglie in una totale condizione di incertezza.

Il sollecito della Prefettura e la replica dell’azienda

La vicenda trae origine da una prima richiesta di informazioni analitiche promossa dall’Ufficio territoriale del Governo per fare luce sull’andamento della società e sui livelli occupazionali. Di fronte a una risposta giudicata parziale e insoddisfacente inviata da Konecta R il 6 agosto, il Prefetto di Catanzaro ha reiterato la richiesta il 2 settembre con una nuova nota d’ufficio, sollecitando un quadro conoscitivo esaustivo. La risposta della dirigenza aziendale, giunta il 4 settembre, si è limitata a sostenere di aver già fornito i riscontri dovuti, chiudendo la porta a ulteriori integrazioni.

La durissima presa di posizione della difesa dei lavoratori

Sulla vicenda è intervenuto in maniera perentoria l’avvocato Francesco Pitaro, difensore dei lavoratori di Konecta R, che ha stigmatizzato l’atteggiamento dei vertici societari: “I lavoratori di Konecta R (ex Abramo) continuano ad essere in allarme e le loro preoccupazioni sono amplificate dalla condotta irriguardosa della stessa Konecta che ha completamente eluso la seconda richiesta del Prefetto di Catanzaro. Ed invero, dopo una prima richiesta della Prefettura di Catanzaro con cui è stato chiesto a Konecta R un’informazione analitica sull’andamento della società, sui lavoratori, sulle prospettive occupazionali e sul piano di rilancio della società, ha fatto seguito la Nota del 6/8/26 con cui Konecta ha dato informazioni monche e parziali e insoddisfacenti. Al punto che il Prefetto di Catanzaro ha chiesto con nota del 2/9/26 ancora una volta di dare un quadro informativo esaustivo e completo. Ciononostante, Konecta R con nota del 4/9/26 ha detto di aver già risposto! Ora, non può non vedersi la condotta irriguardosa di Konecta R che nonostante due richieste provenienti dalla Prefettura di Catanzaro ha deciso di non rispondere. E lascia, pertanto, lavoratori e famiglie in un limbo, privi di risposte e informazioni sul loro futuro e sulle loro prospettive”.

Il legale ha prosequito con una serie di interrogativi diretti volti a evidenziare l’anomalia dell’intera gestione: “Cosa spinge Konecta R a non dare informazioni ai lavoratori e al Prefetto? Perché Konecta R elude i dovere di informazione che ha nei confronti dei lavoratori? Perché Konecta R lascia all’oscuro i lavoratori? Quali sono le ragioni per le quali Konecta R si rintana in un atteggiamento oscurantista e non collaborativo? Ora, ferma restando la condotta antigiuridica di Konecta R, che non può omettere di dare informazioni ai lavoratori, in merito a cui i lavoratori riservano di agire in giudizio, non può non attendersi una reazione forte e vigorosa del Prefetto di Catanzaro, il cui intervento nella delicata materia e situazione è stato annichilito arrogantemente da Konecta R , che ha deciso di mantenere il buio su lavoro e lavoratori, nonché dalla Regione Calabria e dal Ministero delle Imprese che finora hanno tenuto, al pari di Konecta R, condotte elusive che si riflettono inevitabilmente contro i lavoratori e le loro famiglie”.

L’appello alle istituzioni e la riserva di azioni legali

Di fronte allo stallo, la rappresentanza legale dei dipendenti sollecita un’azione congiunta da parte della Regione Calabria, guidata dal presidente Roberto Occhiuto, e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per ripristinare la correttezza delle relazioni industriali e costringere la società alla trasparenza.

“Si attende, pertanto, alla luce della condotta illogica e irragionevole e lesiva di Konecta R, che intende evidentemente nascondere ai lavoratori e al Prefetto l’attuale quadro societario, che Prefetto, Regione Calabria e Ministero delle Imprese, concordemente e decisamente, interrompano l’oscurantismo imposto da Konecta R intimando alla detta società di fornire le informazioni dovute dando un quadro esaustivo della situazione attuale e dei presumibili scenari evolutivi. Smetta, pertanto, Konecta R di essere strafottente, porti rispetto a lavoratori e Prefetto e dica quello che deve dire. I lavoratori hanno voglia di lavorare e di mantenere le loro famiglie, ma hanno anche diritto di sapere quello che sta accadendo e quello che potrà accadere in futuro senza che ciò sia intralciato dall’ostruzionismo indebito di Konecta R”, ha concluso l’avvocato Pitaro, preannunciando possibili ricorsi nelle sedi giudiziarie preposte.

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