6 Ottobre 2026
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Distributori a secco in provincia di Vibo, dove resta gasolio si trova solo il premium: la protesta blocca i rifornimenti

Il presidio davanti ai depositi di Vibo Marina impedisce alle autocisterne di caricare: in diversi impianti il diesel ordinario è esaurito e resta disponibile quello più caro

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In diversi distributori calabresi il gasolio ordinario è finito. Dove le scorte non sono completamente esaurite, gli automobilisti trovano soltanto il diesel premium, commercializzato anche con la denominazione “Perform” e venduto a un prezzo superiore. Per chi deve rifornirsi per andare al lavoro, effettuare consegne o spostarsi, la difficoltà di trovare carburante si accompagna così a una spesa maggiore.

È uno degli effetti del blocco delle autocisterne a Vibo Marina, dove la protesta degli agricoltori continua davanti agli accessi ai depositi costieri di Eni e Meridionale Petroli. Il presidio va avanti da oltre ventiquattro ore e sta ostacolando il regolare approvvigionamento delle stazioni di servizio.

Gasolio ordinario esaurito, resta quello più caro

Le conseguenze della mobilitazione cominciano a farsi sentire anche lontano dal presidio. Diversi impianti hanno esaurito le scorte, mentre in altri la disponibilità varia a seconda del carburante e dei quantitativi rimasti nei serbatoi.

La presenza del diesel premium consente ancora di fare rifornimento in alcune stazioni, ma a un costo più alto rispetto al gasolio ordinario. Una disponibilità che dipende dalle scorte residue dei singoli distributori e che non risolve il problema delle mancate consegne.

Con il protrarsi del blocco, aumenta il rischio che anche gli impianti ancora operativi restino senza prodotto.

Autocisterne ferme davanti ai depositi

A Vibo Marina si concentra un passaggio fondamentale della distribuzione dei carburanti. Le petroliere scaricano il prodotto nei depositi costieri; da qui le autocisterne lo trasportano alle stazioni di servizio.

I manifestanti stanno impedendo l’accesso anche ai mezzi vuoti diretti al carico. Il carburante presente nei depositi non può quindi raggiungere regolarmente i distributori, che continuano a consumare le riserve disponibili.

Il blocco investe così un nodo della logistica petrolifera dal quale dipendono i rifornimenti di una parte del territorio calabrese.

Una notte al presidio: gli agricoltori non arretrano

Gli agricoltori sono rimasti lungo la strada che conduce ai depositi per tutta la notte. Qualcuno ha riposato in automobile o sui camion. Altri sono tornati a casa per poche ore, il tempo di lavarsi e cambiarsi, prima di raggiungere nuovamente il presidio.

La stanchezza si fa sentire, ma la mobilitazione prosegue. Al centro delle richieste restano il costo del gasolio agricolo, le spese di produzione e i prezzi riconosciuti ai prodotti della terra: condizioni che, secondo i manifestanti, riducono i margini fino a rendere insostenibile il lavoro nelle aziende.

Le contestazioni coinvolgono la politica senza distinzioni di schieramento, accusata di non aver dato risposte adeguate alle difficoltà denunciate.

Dopo Pizzo, i disagi arrivano alle pompe

Dopo i tre giorni di blocco dello svincolo di Pizzo, sull’A2 del Mediterraneo, la protesta sta producendo conseguenze diverse: alle difficoltà di circolazione si aggiunge adesso la carenza di carburante.

Il protrarsi delle mancate consegne rischia di pesare sugli spostamenti quotidiani, sulle attività commerciali e sul trasporto delle merci. Per gli automobilisti il problema è già concreto: trovare una stazione ancora rifornita e, in alcuni casi, dover acquistare il gasolio più caro.

Intanto la mobilitazione cerca collegamenti fuori dalla Calabria. Il movimento Territori e Agricoltura, tra i protagonisti del presidio, è in contatto con gruppi di altre regioni; iniziative di protesta si sono registrate anche in Puglia.

A Vibo Marina gli agricoltori mantengono il blocco. Nei distributori, intanto, le scorte continuano a diminuire.

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