Dottorandi e dottorande dell’Università della Calabria alzano la propria voce attraverso un duro comunicato del collettivo “AulaStudioLiberata”, che denuncia ritardi nei pagamenti, assenza di tutele e una condizione di precarietà strutturale che, secondo i firmatari, si trascina da anni.
L’appello al rettore Greco
Nel documento viene rivolto un appello diretto al rettore Gianluigi Greco, affinché intervenga con urgenza e assuma una posizione chiara sulla condizione dei dottorandi:
“È doveroso che il rettore Greco intervenga al più presto, che il suo mandato segni la differenza nelle garanzie offerte a iscritti e iscritte ai corsi di dottorato. Il successo o il fallimento di un’amministrazione si misura su queste scelte”.
Secondo il collettivo, non sarebbero più accettabili scaricabarile burocratici né giustificazioni legate agli uffici amministrativi.
La crisi della ricerca dopo il Pnrr
Nel comunicato si allarga lo sguardo al contesto nazionale, segnato dalla fine dei progetti finanziati dal Pnrr e dall’assenza, secondo i promotori, di nuovi investimenti pubblici: “L’università italiana si appresta a vivere una nuova fase di crisi e di espulsione dal sistema accademico di migliaia di persone: dottorandi, borsisti, assegnisti”.
Una situazione che colpirebbe in modo particolare atenei del Sud come l’Unical, descritta come università di dimensioni medio-piccole e più esposta alle ricadute dei tagli.
Ritardi negli stipendi e maggiorazioni non accreditate
Tra le criticità più urgenti segnalate vi sono i ritardi nel pagamento degli stipendi, così come delle maggiorazioni per la ricerca all’estero, spesso elargite solo al rientro. In estremo ritardo anche l’accredito del primo stipendio per i dottorandi del primo anno immatricolati il 1° novembre.
“Una situazione incresciosa e umiliante che si ripete da anni”, si legge nel comunicato, che sottolinea come, a fronte di una retribuzione definita minima, manchino certezze e risposte risolutive.
“Trattateci come lavoratori della ricerca”
Nel testo viene ribadito che i dottorandi rappresentano una componente essenziale dell’attività accademica: “Persone senza cui sarebbe impossibile portare avanti l’attività di ricerca e su cui, di fatto, si reggono i dipartimenti”.
La richiesta finale è chiara: “Centinaia di dottorandi e dottorande Unical chiedono semplicemente di essere trattati come ciò che sono: lavoratori e lavoratrici della ricerca”.









