13 Ottobre 2026
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Fiori eduli, svolta per le imprese agrituristiche: l’IVA scende al 4% e Coldiretti spinge sulla diversificazione

Riconosciuto dall'Agenzia delle Entrate l'aliquota ridotta per le specie ad uso alimentare grazie all'interlocuzione con la principale organizzazione agricola

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Rivoluzione fiscale per la filiera dei fiori eduli, settore in forte espansione che ottiene finalmente l’equiparazione ai beni di prima necessità sul piano della tassazione sul valore aggiunto. All’esito di un articolato confronto tecnico condotto dall’area fiscale di Coldiretti con l’Agenzia delle Entrate, è stata stabilita la riduzione dell’aliquota IVA dal 22% al 4% per la cessione delle specie Begonia semperflorens e Nasturtium (Tropaeolum) destinate all’alimentazione umana. Il chiarimento giurisprudenziale stabilisce un principio fondamentale per l’intero comparto agrifood: il riconoscimento della natura alimentare della produzione floricola commestibile apre infatti la strada all’estensione dell’aliquota agevolata ad altre varietà vegetali, offrendo certezza del diritto alle aziende agricole impegnate nella diversificazione produttiva.

Requisiti di tracciabilità e le valutazioni di Coldiretti Calabria

L’accesso al regime fiscale agevolato è subordinato al rispetto di precisi criteri di tracciabilità e confezionamento lungo la filiera commerciale. Le coltivazioni devono infatti presentare una comprovata destinazione alimentare, essere trattate con processi idonei al consumo umano, inserite all’interno dei canali distributivi agroalimentari e presentare un’etichettatura che ne attesti la natura di alimento anziché di pianta ornamentale. L’impatto economico della misura si prospetta di particolare rilievo per il tessuto produttivo della regione.

«Per la Calabria, questo risultato conferma quanto una corretta verifica fiscale e un’attenta gestione della fiscalità in agricoltura possano generare benefici concreti e recuperare risorse a vantaggio delle imprese», dichiara Attilio Salerno, responsabile fiscale regionale Coldiretti Calabria, aggiungendo che: «il lavoro svolto da Coldiretti ha consentito di raggiungere un’aliquota agevolata al 4% creando un significativo margine finanziario per le aziende del settore e offrendo maggiori opportunità di crescita e sviluppo. È un risultato che dimostra come competenza, attenzione fiscale e capacità di rappresentare gli interessi delle imprese possano tradursi in vantaggi economici concreti per il comparto agricolo calabrese».

Il record dell’export florovivaistico e il ruolo della Consulta regionale

Il provvedimento si inserisce in un quadro di forte espansione per il florovivaismo nazionale, il cui valore delle esportazioni ha fatto registrare nel 2025 il record storico sfiorando la quota di 1,3 miliardi di euro. Per intercettare questi flussi commerciali e valorizzare le produzioni locali, Coldiretti ha promosso l’istituzione della Consulta Regionale del settore florovivaistico calabrese, organismo preposto allo sviluppo dell’agricoltura multifunzionale sul territorio. Il settore viene inteso come asset strategico non soltanto per le ricadute economiche, ma anche per la salvaguardia ambientale, il contrasto ai cambiamenti climatici e all’inquinamento atmosferico, unitamente all’azione di presidio contro il dissesto idrogeologico e lo spopolamento delle aree interne della Calabria.

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