12 Ottobre 2026
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Posti di lavoro a rischio a Crotone: Konecta R e Chiama Roma, la Cisl chiede risposte immediate

Preoccupazione per il futuro dei dipendenti e per la scadenza degli ammortizzatori sociali a dicembre. I sindacati sollecitano un confronto con istituzioni e aziende

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Il futuro occupazionale di Konecta R e dei lavoratori della commessa Chiama Roma preoccupa la Cisl, che chiede di accelerare il confronto con le istituzioni e le aziende coinvolte per individuare soluzioni concrete. Le due vertenze sono state al centro di un incontro tenutosi a Crotone, promosso dalla Cisl Magna Grecia e dalla Fistel Cisl Calabria, con la partecipazione dei rappresentanti sindacali e di numerosi lavoratori. Al tavolo erano presenti il segretario generale della Cisl Magna Grecia, Daniele Gualtieri, il segretario territoriale Salvatore Federico e il segretario generale della Fistel Cisl Calabria, Gianluca Bifano, insieme ai rappresentanti sindacali aziendali (RSA). Dal confronto è emersa la richiesta di garanzie sulla tenuta occupazionale, in un comparto attraversato da una crisi che rischia di produrre conseguenze significative anche sull’economia del territorio crotonese.

Konecta R, a dicembre scadono gli ammortizzatori sociali

La situazione di Konecta R rappresenta una delle principali preoccupazioni per il sindacato. La scadenza degli ammortizzatori sociali, prevista a dicembre, si avvicina senza che sia ancora delineata una prospettiva concreta per i lavoratori e le loro famiglie. “Su Konecta R il tempo delle attese è finito – affermano Gualtieri e Bifano –. Dicembre è ormai vicino e con esso la scadenza degli ammortizzatori sociali. Tra i lavoratori e le loro famiglie crescono ansia e preoccupazione, perché dopo mesi di incertezza non è ancora chiaro cosa accadrà. Non possiamo arrivare alla fine dell’anno senza una prospettiva concreta”.

Al centro della vertenza c’è anche il progetto di dematerializzazione delle cartelle sanitarie, sul quale le organizzazioni sindacali avevano riposto aspettative in termini di mantenimento dei posti di lavoro, riqualificazione professionale e innovazione della pubblica amministrazione. Secondo quanto riferito dai sindacati, tuttavia, le attività legate alle cartelle sanitarie si sono esaurite prima del previsto e non hanno prodotto gli sviluppi attesi. Per questo viene chiesto di fare chiarezza sulle criticità emerse e di individuare nuove soluzioni per garantire continuità occupazionale. La Cisl sollecita in particolare la convocazione dell’incontro tra Ministero, Regione Calabria e parti sociali, concordato durante l’ultima riunione alla Cittadella regionale. L’obiettivo è riaprire il confronto istituzionale nel più breve tempo possibile e definire interventi concreti prima della scadenza degli ammortizzatori sociali.

Chiama Roma, i sindacati chiedono garanzie sul cambio di appalto

L’altra vertenza riguarda Chiama Roma, la commessa del contact center che coinvolge lavoratori impiegati a Crotone e interessata da un cambio di appalto. Per le organizzazioni sindacali, il passaggio alla nuova società non deve tradursi in una riduzione dei livelli occupazionali né compromettere la continuità lavorativa di chi garantisce il servizio da anni. “Anche su Chiama Roma la priorità è la salvaguardia dei livelli occupazionali. Il cambio di appalto non può mettere in discussione il futuro di lavoratori che da anni garantiscono il servizio. Chiediamo il pieno rispetto della clausola sociale e la continuità lavorativa. Vigileremo con grande attenzione su ogni passaggio della procedura”, sottolineano i rappresentanti sindacali.

Gualtieri e Bifano chiedono un incontro tra l’amministrazione capitolina, la società subentrante e le organizzazioni sindacali per affrontare l’organizzazione della nuova commessa e valutare le possibili ricadute sul personale. La richiesta è che ogni decisione venga preceduta da un confronto con le parti sociali, evitando iniziative unilaterali che possano incidere sul futuro dei dipendenti. “Serve un’assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti, affinché siano tutelati i posti di lavoro”, evidenziano i due sindacalisti.

Crisi Crm e Bpo, l’impatto dell’intelligenza artificiale

Le difficoltà di Konecta R e Chiama Roma si inseriscono in una fase di trasformazione dell’intero comparto Crm e Bpo, alle prese con cambiamenti organizzativi, evoluzione dei processi produttivi e crescente diffusione dell’intelligenza artificiale. Per la Cisl, l’innovazione tecnologica non può diventare un fattore di espulsione dal mercato del lavoro. Il sindacato chiede investimenti nella formazione e nella riqualificazione professionale, affinché le competenze dei dipendenti possano essere adeguate alle nuove attività legate alla trasformazione digitale. Accanto agli interventi formativi, viene sollecitata una politica industriale nazionale capace di sostenere il settore, favorire nuove opportunità occupazionali e prevedere strumenti di accompagnamento alla pensione per i lavoratori prossimi alla conclusione della propria carriera. “Le aziende stanno affrontando cambiamenti profondi, mentre migliaia di lavoratori sono già interessati da riduzioni delle attività e ammortizzatori sociali. Non possiamo accettare che l’innovazione tecnologica si traduca in una perdita di occupazione”, è la posizione espressa dai rappresentanti sindacali.

L’appello a Regione e Governo: “Non disperdere professionalità”

La crisi del comparto ha ricadute che, secondo la Cisl, riguardano l’intero territorio. Il settore Crm e Bpo rappresenta infatti una componente significativa dell’economia locale e coinvolge migliaia di lavoratori. “Sul nostro territorio il comparto occupa migliaia di persone e rappresenta una componente importante dell’economia locale. La Regione deve farsi carico delle conseguenze sociali di questa crisi e il Governo nazionale deve prevedere risorse e interventi per il rilancio della filiera. Non possiamo permetterci di disperdere professionalità ed esperienze maturate in tanti anni di lavoro”, sottolineano Gualtieri e Bifano.

Al termine dell’incontro, la Cisl ha ribadito la necessità che gli impegni assunti dalle istituzioni si traducano rapidamente in azioni concrete. Il sindacato assicura di lavorare in modo coordinato a livello territoriale, regionale e nazionale per individuare soluzioni a tutela dell’occupazione. La linea resta quella del confronto, ma senza escludere ulteriori iniziative qualora non arrivassero risposte soddisfacenti. “In assenza di sviluppi positivi, saremo costretti a intraprendere le iniziative necessarie per tutelare l’occupazione e gli interessi dei lavoratori”, concludono i rappresentanti sindacali.

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